Cerca e trova immobili
Ticino
Nodo intermodale di Bellinzona, scatta l'interrogazione
Nodo intermodale di Bellinzona, scatta l'interrogazione
Nodo intermodale di Bellinzona, scatta l'interrogazione
Redazione
10 anni fa
Matteo Pronzini pone alcune domande al Governo sui mandati assegnati per il comparto della stazione

Nella seduta del 10 ottobre 2016 il Gran Consiglio ha votato un credito di oltre 10 milioni per la realizzazione del nodo intermodale della Stazione FFS di Bellinzona. Pochi giorni dopo, il 26 ottobre, l'architetto Renato Magginetti si è espresso in modo critico sulla tematica in un articolo pubblicato su La Regione intitolato "La Porta del Ticino in Festa". Articolo in base al quale oggi il deputato Matteo Pronzini (MPS) pone alcune domande al Consiglio di Stato. 

L'articolo è stato ripreso integralmente nell'atto parlamentare: "Le FFS si considerano un’azienda pubblica quando cercano finanziamenti e un’azienda privata quando si tratta di affari. E infatti per ristrutturare la stazione di Bellinzona hanno organizzato privatamente i concorsi, coinvolgendo pochi invitati.

Il Cantone, (e forse la Città) aveva inizialmente preteso un progetto globale che considerasse l’intero comparto; per alcuni anni le FFS hanno quindi lavorato sul progetto che aveva vinto il concorso; ma poi qualcuno ha deciso che il vecchio edificio di servizio andava salvaguardato. Le FFS hanno quindi ricominciato tutto da zero, con uno “spezzatino” e un nuovo concorso vinto dagli architetti Snozzi-Malisia.

Oggi una parte del progetto, inaugurato a metà ottobre, è lì da vedere.Purtroppo le FFS, le autorità e i vari enti preposti hanno impedito che i progetti di concorso diventassero di dominio pubblico. Solo i partecipanti al concorso (accompagnati) hanno potuto vedere i lavori degli altri concorrenti. Questa è un’offesa alla democrazia e alla tanto declamata trasparenza.

Gli architetti si odiano ma si parlano, dunque si sa che il progetto Snozzi-Malisia prevedeva anche altro. Davanti al nuovo edificio, che ingloba la vecchia stazione e il vecchio edificio di servizio, era prevista una grande piazza-terrazza rettangolare, orizzontale, pensata per rafforzare l’unità della nuova stazione, mettere in risalto la scultura di Remo Rossi, e affacciarsi sul viale Stazione. Sotto questa piazza era previsto il “Nodo intermodale”, auto-postali e taxi, in modo che l’accesso per i passeggeri tramite il sottopasso esistente che collega i binari, fosse semplice, diretto, veloce, economico.

Anche per gli autopostali l’accesso, da dietro il ristorante Bavarese, sarebbe stato semplice, con uscita direttamente sulla discesa del Leon d’Oro.Questa soluzione avrebbe permesso di separare completamente il flusso dei pedoni dal traffico veicolare, nonché di liberare il viale e la piazza Stazione.Tra vicolo Nadi e la ferrovia, dove purtroppo ora si prevede di realizzare il “Nodo intermodale”, sarebbe facile costruire almeno due piani di posteggi per auto e moto, con entrata e uscita direttamente da via Daro, di fronte alla Posta e costruirci sopra edifici di quattro o cinque piani, con contenuti da decidere. Qualcuno sarebbe sicuramente in grado di farci un pensierino economico. Troppo bello!

A questo punto è facile immaginare perché si è voluto impedire la divulgazione dei progetti che avevano partecipato all’ultimo concorso: forti del consenso ottenuto dai politici, i funzionari avevano già deciso. E accettare che le circostanze offrano una soluzione migliore … scombussola, richiede uno sforzo sovraumano.A mio modo di vedere la responsabilità ricade quindi meno sulle FFS (hanno avuto quel che volevano) e più sul Cantone, sulla Città e sulla Commissione Regionale dei trasporti Bellinzonesi.

Le conseguenze per la “città” saranno pesantissime: il flusso continuo di auto-postali e taxi, in partenza dal "Nodo intermodale" (oggi in consultazione) dovrà girare attorno alla terrazza del ristorante Bavarese per immettersi sul viale o attraversare piazza Stazione. Tutte le automobili e le motociclette che vorranno posteggiare in stazione dovranno passare a lato della statua dell’Helvezia e davanti all’edificio ristrutturato perché i posteggi sono stati previsti a nord della stazione.

La piazza, pensata per i pedoni e per caratterizzare e rafforzare l’unitarietà del nuovo edificio, non sarà in realtà una “vera” piazza ma un immenso ingorgo di autopostali, automobili e moto con buona pace per chi si muove a piedi e in bicicletta.

Peraltro, chi scende dal treno deve poter raggiungere il "Nodo intermodale" entro 3 minuti: ebbene, il progetto ora presentato non permetterebbe di rispettare questa norma fondamentale.

E i costi? Molto più alti e il tutto molto meno economico rispetto al progetto originale degli architetti Snozzi-Malisia".

Alla luce di quanto esposto nell'articolo, Pronzini pone le seguenti domande al Governo:

1. Il progetto per il “nodo intermodale” presso la stazione FFS di Bellinzona, in consultazione, rispetta la regola secondo cui chi scende dal treno deve raggiungere il “nodo intermodale” entro 3 minuti?2. Il progetto per il “nodo intermodale” riprende la soluzione contenuta nel precedente concorso vinto dagli architetti Orsi & Associati, per altro abbandonato?3. Il progetto degli architetti Snozzi-Malisia, che aveva vinto il terzo e ultimo concorso relativo al comparto Stazione FFS di Bellinzona conteneva illuminanti proposte per il “nodo intermodale” che non sono state considerate, ne nella fase di giuria ne successivamente?4. Il progetto degli architetti Snozzi-Malisia permetteva di raggiungere il “nodo intermodale” in modo veloce, semplice, sicuro, economico e a basso costo tramite il sottopasso esistente che collega i binari?5. Il progetto degli architetti Snozzi-Malisia propone la separazione del flusso dei pedoni, che dalla stazione si muovono verso la città e viceversa, dal traffico dei mezzi pubblici e privati?6. Il progetto degli architetti Snozzi-Malisia permette di togliere il traffico dei mezzi pubblici e privati dal viale Stazione, fatta eccezione per il tratto che collega via Pellandini con via Daro?7. Gli uffici cantonali e cittadini di competenza e la Commissione Regionale dei Trasporti Bellinzonesi hanno confrontato e verificato le proposte contenute nel progetto Snozzi-Malisia con il progetto di “nodo intermodale” in consultazione?8. Le FFS Immobili, le autorità cantonali e cittadine e la Commissione Regionale dei Trasporti hanno negato (impedito) l’esposizione pubblica e la pubblicazione dei progetti che avevano partecipato al terzo concorso relativo al comparto Stazione FFS di Bellinzona?9. E’ illegale impedire l’esposizione dei progetti che hanno partecipato a un concorso di architettura pubblico?

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata