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Ticino
No-Tav a processo per sommosa e tentata rapina
No-Tav a processo per sommosa e tentata rapina
No-Tav a processo per sommosa e tentata rapina
Redazione
8 anni fa
Una 34enne ticinese è accusata di aver partecipato all'assembramento all’USI del 31 gennaio 2012

L’atrio del tribunale di Lugano era gremito di agenti, questa mattina. Forse si temevano disordini, come quelli avvenuti nell’Auditorium all’USI ormai quasi sette anni fa, quando una 35enne del Luganese protestò contro il magistrato italiano Gian Carlo Caselli, ospite di una serata a tema "Politica e giustizia”.

A manifestare, quella sera, autonomi vicini agli ambienti autogestiti luganesi, che inscenarono un'animata protesta legata alla lotta contro i Treni ad alta velocità, movimenti meglio conosciuti come No-Tav. Oggi, va detto, nulla di tutto ciò è accaduto: in aula, a seguire il dibattimento, giusto una manciata di autogestiti. Tranquilli e pacati.

Alla sbarra una ticinese, classe 1985, che deve rispondere di sommossa, oltre che, per altri episodi, di una tentata rapina, impedimento di atti dell'autorità e violenza contro i funzionari. In particolare, è accusata dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas di aver partecipato all’assembramento all’USI che diede vita a disordini e atti di violenza contro persone e cose, nonché a tafferugli con calci e spintoni ai danni degli addetti alla sicurezza presenti quella sera.

La donna, difesa dall'avvocato Costantino Castelli, respinge fermamente ogni accusa. Il procuratore pubblico Zaccaria Akbas, che l’ha definita “trascinatrice da prima linea che arreca danno all’immagine dello stesso centro sociale il Molino”, ha chiesto una condanna a 14 mesi di cui sei da espiare e a 60 aliquote giornaliere, che si sommano a una precedente pena sospesa per aver sparso escrementi in un albergo di Lugano. La sentenza della corte delle correzionali, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, potrebbe giungere già in serata.

Il caso consumatosi il 31 gennaio 2012 - si ricorderà - fece non poco discutere. Tra i suoi protagonisti anche un docente italiano, residente in Ticino, che fece volantinaggio contro il ministro Norman Gobbi, paragonandolo a un gerarca nazista. Già giudicato, l'uomo, oggi 38enne, che ha sempre negato gli atti violenti a lui attribuiti dall'allora pg John Noseda, è stato prosciolto dall'accusa di sommossa, ma condannato per diffamazione nei confronti del Consigliere di Stato, che ha dovuto risarcire con un franco per torto morale.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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