
In un comunicato stampa il Gruppo PLR in Consiglio comunale a Bellinzona ha puntato il dito contro "gli interessi personali di un rappresentante del Gruppo Lega/UDC (autore di un emendamento) emersi nel corso dell'ultima seduta di Consiglio comunale". In dettaglio, stando al PLR "tra gli emendamenti proposti per la seduta di lunedì scorso vi era infatti la chiara volontà di trasformare il nuovo regolamento per l'acqua potabile in una legge ad personam, affinché la sorella di un Consigliere comunale leghista non pagasse due volte per due allacciamenti".
"Sventato il Deraitum - si lege nel comunicato stampa del Gruppo liberale radicale - Dopo diverse settimane in cui dalle fila di Lega e UDC si è paragonata la politica Bellinzonese a quella italiana questa settimana si è finalmente capito, nel corso dell'ultima seduta di Consiglio comunale, a cosa si riferissero. O meglio a chi. A loro stessi!"
Come appreso dal Municipio, quello citato dal Gruppo è uno dei 3 casi presenti a Claro, "ma pure l'unico che finora non ha pagato come gli altri".
"Una questione facilmente risolvibile altrimenti, senza che chi direttamente toccato dovesse proporre la modifica a palese - ma senza vergogna! - vantaggio personale. No, non siamo in Italia e le leggi ad personam a Bellinzona non le facciamo. La nostra politica rimane quindi fieramente svizzera senza se e senza ma, checché ne dicano gli stessi che con i fatti sono poi invece primi a fare propri modi e stili della vicina penisola. Pensate se un emendamento di questo tenore l’avesse proposto un esponente del nostro Gruppo", conclude il comunicato.
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