
"Quali garanzie abbiamo di non fare la fine della Svezia?"
Lo chiedeva al Consiglio di Stato, nell'agosto scorso, la granconsigliera Claudia Crivelli Barella (Verdi) in un'interrogazione sull'inceneritore di Giubiasco.
Nel suo atto parlamentare la deputata dei Verdi sottolineava che sempre più utenti si allacciano all'impianto di teleriscaldamento gestito dalla Teris SA, che sfrutta parzialmente il calore residuo prodotto dall'inceneritore di Giubiasco. Ma Crivelli Barella metteva in guardia, citando "l'assurda situazione venutasi a creare in Svezia", dove a causa della sempre maggior sensibilità e predisposizione dei cittadini alla separazione e al riciclaggio, i rifiuti da bruciare continuano a diminuire. "La conseguenza è che oggi la Svezia, per poter riscaldare le case e gli edifici collegati agli impianti di riscaldamento, è costretta ad importare massicciamente rifiuti dall'estero" scrive Crivelli Barella, chiedendo al Governo se una situazione analoga non rischia di ripetersi nel nostro Cantone, vista anche la prospetta introduzione di una tassa sul sacco a livello cantonale.
"No, si esclude una carenza di rifiuti indigeni" le risponde il Governo, precisando che già oggi la Svizzera e la Svezia vantano quote di sperazione dei rifiuti praticamente uguali. "In tale contesto, l'affermazione secondo cui la situazione in Svezia sarebbe "assurda" e che l'importazione di rifiuti dall'estero è da considerare una "punizione ambientale" appare oggettivamente fuori luogo."
Il Governo esclude quindi anche "un'importazione di rifiuti dall'estero" e sottolinea che i recenti allacciamenti alla rete di teleriscaldamento "sono frutto di un approfondito progetto, tra l'altro dimensionato in base a una potenza disponibile ben definita."
"L'inceneritore di Giubiasco, che disponde di due linee di combustione parallele, funziona praticamente sempre a pieno carico fin dalla sua messa in esercizio a regime" spiega ancora il Consiglio di Stato. "La capacità di smaltimento è comunque flessibile e modulabile tra il 60% e il 100% per ogni linea. Lo scorso anno sono state smaltite 158'986 tonnellate di rifiuti e 19'928 tonnellate di fanghi di depurazione. Di questi, 87'607 tonnellate erano RSU dei Comuni, di cui ca. 55'000 tonnellate (ca. il 63%) prodotti dai Comuni che non avevano ancora introdotto la tassa sul sacco. Considerando l’ipotesi di riduzione di questi ultimi quantitativi ventilata nell’interrogazione (35%), la riduzione massima ipotizzabile dovuta all’introduzione della tassa sul sacco si situa attorno a 20'000 tonnellate di RSU all’anno."
"La rete di teleriscaldamento del Bellinzonese è dimensionata per un funzionamento con una sola linea del termovalorizzatore in funzione" conclude il Governo. "Visto quanto sopra, non intravvediamo i pericoli paventati dall’atto parlamentare. Come per tutte le reti di teleriscaldamento esistenti, sono naturalmente previste delle caldaie di emergenza, che possono far fronte a eventuali picchi di richiesta, rispettivamente a temporanei black out completi (due linee) dell’inceneritore."
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