
In Ticino erano diversi i contrari all’Expo di Milano: la Lega dei Ticinesi e il Partito Comunista erano entrambi contrari al finanziamento pubblico per la partecipazione del nostro cantone. Ma cosa ne pensano della manifestazione no expo avvenuta il primo maggio, che ha messo in subbuglio la città? Loro hanno partecipato? E ora che Expo ha preso il via, cosa ne pensano? Lo abbiamo chiesto a due esponenti dei partiti sopracitati.
Massimiliano Robbiani, parlamentare leghista, sostiene che quanto è successo il primo maggio "non è un modo democratico per risolvere il problema. In Ticino abbiamo risolto la situazione facendo votare la gente e questo si è dimostrato un metodo molto più efficace.” Secondo il nostro interlocutore manifestare è un diritto, tuttavia Robbiani ha ritenuto più saggio non partecipare alla manifestazione contraria all’Expo, nemmeno alla parte pacifica del corteo, proprio per evitare di trovarsi in situazioni come quelle avvenute. “Vista la situazione di pericolo, anche alla luce di quanto è successo, sono felice di non aver partecipato. Le manifestazioni vanno bene per esprimere il proprio dissenso, ma non è costruttivo distruggere una città...Credo inoltre che i manifestanti non abbiano nemmeno capito quel che hanno fatto“.
Robbiani azzarda inoltre un pronostico riguardo al futuro dell’Expo: “Credo e temo che capiterà ancora qualcosa nei mesi in cui ci sarà l’Expo, e mi dispiaccio di questo proprio per coloro che credono nell’evento.” Il granconsigliere rimarrà al riparo da rischi inutili dato che non andrà a visitare l’esposizione “per principio, anche perché ero contrario al finanziamento.”
“Quanto avevamo detto noi facendo il referendum si è rivelato corretto" conclude Robbiani. "Nonostante ci sia stato un certo afflusso di persone, il secondo giorno dell’apertura, alberghi e alberghetti in Ticino sono completamente vuoti. Questo dimostra che il famoso indotto che doveva portare per il Ticino l’Expo, non esiste.”
Anche Edoardo Cappelletti, Consigliere Comunale del Partito Comunista di Lugano, afferma di non aver partecipato alla manifestazione, ritenendo che quanto fatto dal Ticino per opporsi all'esposizione sia stato un valido intervento: "Ci siamo opposti al finanziamento dell'Expo da parte del Cantone e abbiamo ottenuto un buon risultato." Per quanto riguarda l'intervento dei black block Cappelletti ritiene che l'azione sarebbe "da denunciare in quanto inutile e strumentale, che delegittima la protesta espressa in un’altra maniera e il giusto senso di un’opposizione più sana”.
Per Cappelletti l'intervento dei black block non cambia comunque la sua opinione sull’evento: "Expo è comunque una manifestazione che, oltre al lato finanziario sopracitato, non è sostenibile a livello ambientale e ha grandi problematiche a livello di gestione, come le comprovate infiltrazioni malavitose.”
Nonostante la sua contrariertà all'evento, Cappelletti considera che “forse in questo caso il Cantone avrebbe dovuto sfruttare meglio le opportunità offerte dalla vicinanza dell’expo e avremmo dovuto insistere più sul lancio del turismo.”
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