
Lo scorso mese di settembre, circa 250 persone tra “no borders” e giovani dei centri sociali svizzeri e italiani, hanno manifestato a Chiasso per dimostrare il loro sostegno ai migranti respinti dalla Svizzera e per chiedere l’apertura delle frontiere.
I manifestanti, provvisti di striscione recante la scritta “Contro tutti i razzismi e ogni frontiera”, erano partiti nei pressi dello stadio. La sosta alla stazione FFS era stata caratterizzata da spari di numerose bombe carta e fumogeni, in presenza di cittadini, viaggiatori, bambini e animali. Il corteo è proseguito poi verso il valico doganale di Chiasso strada, durante il quale sono stati rovinati diversi edifici pubblici, privati e istituzionali, per un ammontare di danni pari a 10'900 franchi. Lo aveva confermato all’epoca il Consiglio di Stato, interrogato anche su numero di partecipanti e costo dell’operazione delle forze dell’ordine.
All’indomani dei fatti, il consigliere comunale PPD Amedeo Mapelli aveva presentato un’interrogazione rivolta al Municipio di Chiasso al fine di fare luce su alcuni aspetti. In particolare, Mapelli chiedeva se l’autorità politica era a conoscenza e aveva autorizzato o meno la manifestazione; se e quante unità di Polizia Comunale erano state impiegate durante la sfilata; se non vi era la possibilità, da parte del Municipio, di agire in anticipo per evitare i danni; chi, qualora gli autori dei danneggiamenti non fossero stati riconosciuti, avrebbe pagato i danni; come mai i manifestanti a viso coperto non erano stati fermati, come invece prevede la nuova legge cantonale.
La risposta a tali richieste è arrivata ieri. Il Municipio di Chiasso conferma che “la manifestazione non era stata autorizzata e che accanto a centinaia di persone che vi hanno preso parte comportandosi civilmente, si è aggiunto un gruppo terzo, al quale sono verosimilmente da ricondurre i 34 imbrattamenti con spray e vernici, per un danno totale di circa 11'000 franchi“.
Secondo l’Esecutivo, che un avvenimento di questo tipo sia autorizzato o meno non influisce “minimamente rispetto al potenziale rischio di danni alla proprietà privata e pubblica, connesso all’infiltrarsi di personaggi nella manifestazione, i quali nulla hanno a che vedere con i contenuti o lo scopo per cui la stessa viene organizzata”. L’autorizzazione non costituisce, quindi, una garanzia che non si verifichino dei danni. Allo stesso modo, sempre secondo il Municipio, vietare la manifestazione non è garanzia che la stessa non avvenga.
Sulla sicurezza e sull’intervento delle forze dell’ordine, il Comune sottolinea che “alla stazione ferroviaria era presente la Polizia cantonale, coadiuvata dalle Guardie di confine e dalla Polizia ferroviaria”. Per evitare che autoveicoli e manifestanti “entrassero in rotta di collisione”, alcune strade erano "state bloccate al traffico”.
Il Municipio di Chiasso conferma che "le autorità erano informate" e che "il fatto di non intervenire di forza a fronte di una manifestazione non autorizzata di questo carattere per impedirla ad ogni costo, costituisce una questione di proporzionalità e di valutazione degli interessi in gioco, di spettanza dei competenti organi preposti a garantire la sicurezza". Le autorità, ad ogni modo, "condividono la strategia adottata".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

