Cerca e trova immobili
Ticino
No Billag: "Se accolta, rischi concreti per il Ticino"
No Billag: "Se accolta, rischi concreti per il Ticino"
No Billag: "Se accolta, rischi concreti per il Ticino"
Redazione
9 anni fa
Il Governo ha incontrato i vertici di SRG SSR e RSI, e invita la popolazione a respingere l'iniziativa contro il canone

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi il presidente della SRG SSR Jean-Michel Cina, il direttore generale Gilles Marchand e il direttore di RSI Maurizio Canetta, per una riunione dedicata alle prospettive del servizio radiotelevisivo pubblico nella Svizzera italiana. In questa occasione il Governo rende pure pubblica la propria posizione sull’iniziativa popolare «No Billag», invitando la popolazione ticinese a respingere l’oggetto che sarà posto in votazione a livello federale il prossimo 4 marzo.

"La riunione con i vertici di SRG SSR e RSI – accompagnati dal Presidente del Consiglio regionale della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (CORSI) Luigi Pedrazzini – si è concentrata sulle sfide cruciali che attendono l’emittente pubblica a brevissimo termine, a cominciare dalla votazione federale del prossimo 4 marzo sull’iniziativa popolare «No Billag», che propone l’abolizione del canone radiotelevisivo" si legge nella nota del Governo. "Il Consiglio di Stato ha riaffermato il proprio impegno per il reciproco avvicinamento fra la Svizzera italiana e il resto del Paese; in questa prospettiva, è stato deciso di rivolgere alla popolazione ticinese l’invito a votare «no» il prossimo 4 marzo, riaffermando con la massima chiarezza possibile l’attaccamento del Cantone all’emittente pubblica e al finanziamento complementare delle emittenti private". 

Il Governo ha inoltre espresso la propria preoccupazione in vista di uno dei possibili esiti della consultazione del 4 marzo 2018: "Se l’iniziativa fosse respinta a livello federale ma accolta nel nostro Cantone, è infatti concreto il rischio che a medio termine possano verificarsi decisioni aziendali negative per la RSI e per le emittenti private del Cantone".

"Non va infatti dimenticato" conclude il Governo, "che l’attuale impostazione del servizio pubblico assegna alla Svizzera italiana ben il 20% delle risorse, a fronte di appena il 4% della popolazione; ciò premesso, un segnale di disaffezione da parte della cittadinanza potrebbe portare al ridimensionamento di realtà che svolgono un ruolo di primo piano nel tessuto economico e nella realtà culturale del Ticino".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata