
"Funzionario statale usa la sua e-mail di lavoro per vendere i suoi libri." Questo è il titolo di un'interrogazione parlamentare inoltrata in dicembre dal gruppo parlamentare della Lega dei Ticinesi, per denunciare un presunto abuso da parte del funzionario del DSS Mauro Baudino.
Su un portale online la Lega dei ticinesi aveva infatto notato la presentazione della nuova opera editoriale di Baudino, un libro fotografico la cui grafica è curata da Corrado Mordasini. E sotto all'articolo figuravano i dettagli per l'ordinazione del libro, con prezzo e contatto di riferimento.
"Peccato che il contatto con cui si dovrebbe ordinare l'opera è l'e-mail istituzionale del funzionario" scriveva la Lega, giudicando il fatto "vergognoso".
Per cui, date le premesse, il movimento di Via Monte Boglia chiedeva al Governo se fosse lecito utilizzare un indirizzo e-mail del Governo per condurre attività come la vendita dei propri libri e se non reputasse doveroso intervenire nei confronti del funzionario.
Il Governo, rispondendo negli scorsi giorni all'interrogazione leghista, ha dapprima ricordato le direttive sull'uso della posta elettronica e sulla navigazione in internet per i dipendenti dello Stato.
"Internet e i servizi di posta elettronica vanno usati principalmente per scopi inerenti all’attività lavorativa e nell’ambito delle funzioni assegnate al dipendente dell’amministrazione cantonale. L’uso di tali strumenti è consentito anche a scopo personale, a condizione che ciò non pregiudichi in alcun modo il normale svolgimento dell’attività lavorativa e non si trasformi in abuso."
Nel caso specifico di Baudino, il Governo spiega che "l’uso della posta elettronica dell’Amministrazione cantonale per la commercializzazione di libri non rientra, di principio, nelle attività consentite visto che potrebbe pregiudicare il normale svolgimento del lavoro per il seguito da dare a queste comunicazioni."
"Nella misura in cui un funzionario dirigente dovesse rilevare degli abusi nell’uso degli strumenti di posta elettronica potrà procedere ai relativi accertamenti e proporre le sanzioni adeguate" prosegue il Consiglio di Stato. "Nel caso di specie, il funzionario dirigente del collaboratore in questione ha chiesto a quest’ultimo di prendere posizione su una segnalazione anonima riguardante un presunto abuso dell’uso degli strumenti elettronici dell’amministrazione cantonale e in particolare per avere indicato l’indirizzo e-mail del Cantone per la vendita di libri. Dalle dichiarazioni del collaboratore in questione, si è potuto prendere atto come quest’ultimo non abbia richiesto d’inserire il proprio indirizzo di posta elettronica che era invece stato pubblicato su iniziativa del giornalista che peraltro lo ha tolto dopo un’ora. Il collaboratore non è pertanto responsabile dei contenuti della pubblicazione."
"Le verifiche effettuate hanno confermato le affermazioni del funzionario in questione" termina il Governo, "al quale non può essere pertanto formulato alcun rimprovero"
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