
Con una comunicazione a tutti i fuochi di Bellinzona e dei comuni limitrofi, è iniziata oggi la raccolta firme per la petizione "No al continuo smantellamento dell'Ospedale San Giovanni, No alla privatizzazione delle sale operatorie per il day hospital".
L'azione è promossa dal Movimento del Socialismo (MPS) che negli scorsi giorni è venuto a conoscenza della volontà dell'EOC di "cedere" a privati la "piccola chirurgia" (ortopedica e oftalmologica) nell'ambito ambulatoriale (day hospital). Si tratta di un'azienda, l'Alameda SA, che intende installare a Bellinzona, in via Salvioni, due sale operatorie private.
Una "svendita" della medicina ambulatoriale al privato che secondo l'MPS deve essere bloccato. Oltre ad aver lanciato la petizione (vedi testo allegato) - con la quale si chiede alle autorità comunali di intervenire presso il CdA dell'EOC e il Consiglio di Stato per evitare la cessione al settore privato di attività ambulatoriali eseguite presso il San Giovanni - l'MPS ha pure inoltrato al Municipio di Bellinzona un'opposizione alla licenza di costruzione dell'infrastruttura. Un documento nel quale vengono illustrati quattro motivi principali per il quale questa struttura non va edificata.
Il primo riguarda la conformita della zona: Via C. Salvioni si trova in una zona urbana centrale con una destinazione precisa, in cui sono previste "costruzioni che abbiano quale destinazione abitazioni, attività alberghiere, amministrative, commerciali oppure piccole attività artigianali. Il tutto è sottoposto al vincolo di inserirsi nell’ambiente abitativo sia dal punto di vista delle immissioni che da quello architettonico" si legge nel documento firmato da Giuseppe Sergi. La costruzione di un Day Hospital prevede una clinica "nella quale vengono eseguite operazioni chirurgiche minori, nonché tutto quanto possa precedere e seguire tali interventi. In questo senso vi saranno studi medici, ma un continuo afflusso di pazienti e di attività chirurgica".
"Che si tratti di un "piccolo ospedale" è confermato persino dalla documentazione relativa al calcolo dei posteggi nella quale i parametri di riferimento sono proprio basati sul concetto di “piccolo ospedale" prosegue l'MPS. "E d’altronde la struttura medica stessa prevista va nella stessa direzione: 15 studi per medici, due sale operatorie (con la possibilità di una terza), una sala risveglio, sale di preparazione , 7 camere, etc. In altre parole la struttura che verrà ricavata è da considerarsi alla stessa stregua di un edificio adibito al servizio pubblico, come un ospedale, indipendentemente dalla natura giuridica dell’iniziativa, nonché dalle sue dimensioni. In questo senso la sua natura non ci pare conforme a quanto previsto per questa zona".
Secondo l'MPS la presenza di questa nuova struttura avrà inoltre conseguenze importanti sull'aumento del traffico, in una zona già molto trafficata, in cui i servizi pubblici sono fortemente utilizzati per buona parte della giornata dalle migliaia di studenti che frequentano le scuole superiori della zona: "Il funzionamento e la redditività di questa struttura e dell’investimento sopportato, potranno essere positive solo ipotizzando un alto tasso di utilizzazione delle strutture (a cominciare dalle sale operatorie). Partendo da questa considerazione fondamentale è ipotizzabile un aumento importante del traffico dovuto alle persone che si recano al Day hospital, ai loro accompagnatori, e ai dipendenti della struttura".
Il terzo motivo d'opposizione riguarda il promblema delle emissioni foniche, che si pone a due livelli: Il primo riguarda appunto l’aumento del traffico e quindi il conseguente impatto fonico. Il secondo riguarda il rumore generato dalla struttura stessa, in particolare "con i sistemi di ventilazione, di raffreddamento e di climatizzazione, riconosciuto dai promotori del progetto, ma i cui effetti ci pare non vengono sufficientemente presi a carico".
Infine l'MPS si dice preoccupato per il "sicuro impatto architettonico e paesaggistico" che il progetto avrà in zona Murata. Gli interventi, in particolare la posa di strutture di aerazione e la posa di una parete esterna fonoassorbente "saranno visibili dalla passeggiata sulla Murata" sottolinea MPS. "Una situazione che ci pare in netta contraddizione con le esigenze di valorizzazione paesaggistica e monumentale alle quali Bellinzona non può rinunciare e per la quale sono comunque previsti perimetri di rispetto della Murata".
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