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Ticino
"No allo smantellamento del liceo": la risposta del Governo
"No allo smantellamento del liceo": la risposta del Governo
"No allo smantellamento del liceo": la risposta del Governo
Redazione
9 anni fa
Il Consiglio di Stato ha preso posizione riguardo alla petizione lanciata dal SISA sulla selezione al liceo

Il Consiglio di Stato ha risposto alla petizione del SISA riguardo il presunto smantellamento del liceo ticinese. I firmatari della petizione sostenevano che le intenzioni del Governo e del Direttore del Dipartimento federale dell'economia erano quelle di "aumentare la selezione nella formazione liceale, nell'intento di limitare l'accesso agli studi accademici", con l'effetto di accentuare la selezione sociale.

Il SISA chiedeva quindi da parte del direttore del DECS l'impegno a combattere la proposta del DEFR all'interno della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) e l'utilizzo di tutti gli strumenti a sua disposizione per evitare una sua applicazione in Ticino. Al Consiglio di Stato essi chiedevano invece di ritirare le due riforme cantonali, modificando l'orientamento della politica scolastica in favore di un rafforzamento del liceo e di una sua apertura alle classi popolari.

Segue la presa di posizione del Governo:

Il Direttore del DECS, Manuele Bertoli, ha espresso la contrarietà del Dipartimento ticinese alla proposta del consigliere federale Schneider-Ammann di aprire un procedimento di revisione dell'Ordinanza del Consiglio federale/Regolamento della CDPE concernente il riconoscimento degli attestati di maturità liceale del 16 gennaio/15 febbraio1995 (0/RRM) volto a inasprire i criteri per la concessione dell'attestato di maturità. In risposta, il 15 marzo 2017 il consigliere federale Schneider-Ammann ha comunicato che comprende la posizione della CDPE e proposto l'istituzione di un gruppo di lavoro comune incaricato di emettere dei suggerimenti volti ad assicurare la qualità dellà maturità liceale e garantire l'attitudine agli studi superiori. La proposta criticata dalla petizione è dunque al momento congelata e non vi è motivo di credere che la situazione cambierà a breve.

In ogni caso, il DECS ribadisce il proprio impegno a vegliare anche in futuro su questo tema per evitare un inasprimento dei criteri per la concessione dell'attestato di maturità. In merito alla norma del Regolamento delle scuole medie superiori del 15 giugno 2016 (RSMS) che prevede l'introduzione di un limite al numero di bocciature nel primo triennio, il Consiglio di Stato fa notare che tale limite non costituisce in nessun modo una misura che tocca in maniera particolare le classi sociali più svantaggiate, che da sempre non sono certo quelle che possono permettersi figli che ripetono la stessa classe ad oltranza al liceo o alla Scuola cantonale di commercio. Questo nuovo limite va semmai a colpire maggiormente chi dal punto di vista economico potrebbe permettersi di ripetere la classe più volte senza particolari ripercussioni, incentivando anche questi studenti allo studio e contenendo più in generale un approccio disinteressato e disimpegnato agli studi. Introducendo questo limite, piuttosto articolato nella sua formulazione (cfr.art. 48RSMS), non si preclude dunque l'accesso alla formazione accademica in maniera particolare alle classi sociali più svantaggiate, ma si va piuttosto nella direzione di garantire la continuazione diretta degli studi unicamente a quegli studenti che, indipendentemente dalla propria condizione socio-economica, dimostrano con costanza nei fatti di essere in grado di raggiungere almeno le competenze minime richieste per passare l'anno, provando di conseguenza anche di avere una certa idoneità allo studio, necessaria per una formazione accademica. Si noti inoltre che precludere la continuazione degli studi liceali a quegli studenti che, indipendentemente dalla propria condizione socioeconomica, a più riprese non riescono a raggiungere i requisiti minimi richiesti per passare l'anno, permette di reindirizzarli in tempi utili verso altre formazioni postobbligatorie, più consone alle loro motivazioni e competenze. Non si perda di vista il fatto che la conclusione di una scuola di maturità non offre di per sé sbocchi professionali immediati, ma l'accesso agli studi accademici, un passaggio anch'esso impegnativo. Per queste ragioni la misura adottata, risultando conforme al suo scopo e non presentando alcun problema di selezione sociale, non sarà rivista.

Per quanto riguarda la riduzione dei corsi facoltativi e l'abolizione dei corsi di introduzione all'informatica e dei corsi complementari di educazione fisica, il Consiglio di Stato concorda con i firmatari della petizione sul fatto che sarebbe stato bello poter evitare queste misure. Siccome per questi corsi non sono obbligatoriamente previsti dall'O/RRM e dal profilo finanziario comportano un maggior costo annuo di 400'000 franchi, considerate le esigenze complessive della manovra di rientro (pacchetto di riequilibrio dellefinanze adottato dal Gran Consiglio per 180 milioni) e i diversi ambiti toccati, sia sul versante dei risparmi che su quello delle nuove entrate, il Consiglio di Stato ritiene queste rinunce proporzionali nell'ambito di un compromesso tra vari interessi in gioco. Anche questa decisione non sarà quindi rivista.

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