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Ticino
"No" all'iniziativa ticinese sui ristorni
Redazione
14 anni fa
La Commissione degli Stati propone di non dar seguito all'iniziativa cantonale ticinese. La reazione di Lorenzo Quadri

La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati propone al plenum, con 8 voti contro 3, di non dar seguito (per la seconda volta) all'iniziativa cantonale ticinese che mira a ridurre dal 38,8% al 12,5% - com'è il caso per l'Austria - il ristorno delle imposte prelevate sui salari dei frontalieri italiani. Il 12 marzo scorso, il Consiglio nazionale aveva invece accolto l'iniziativa.In un comunicato, la commissione degli Stati sottolinea che la richiesta dell'iniziativa può essere ottenuta soltanto attraverso la rinegoziazione dell'accordo di doppia imposizione tra Berna e Roma, che è ancora bloccata dalle autorità italiane. La commissione è convinta che la mozione, pure dedicata a questa problematica e accolta da entrambe le Camere, sia la soluzione migliore per risolvere il problema.Tale mozione, elaborata a suo tempo dalla commissione della Camera dei cantoni, auspica la stessa cosa dell'iniziativa del Canton Ticino, ma in modo più blando e senza fissare un tasso preciso. Approvando in marzo sia la mozione che l'iniziativa, il Consiglio nazionale aveva riconosciuto l'esistenza di un problema fiscale legato alla massiccia presenza di frontalieri nella Svizzera italiana.Nel suo comunicato, anche la commissione dell'economia degli Stati ribadisce la propria comprensione per la particolare situazione cui è attualmente confrontato il Ticino, che rientra nel quadro delle difficili relazioni con l'Italia, le quali interessano da alcuni anni la piazza economica e finanziaria cantonale. Ciononostante, propone di rinunciare all'iniziativa, convinta che la mozione basti. Se l'iniziativa dovesse essere respinta dagli Stati per la seconda volta, sarebbe definitivamente affossata. La reazione di Lorenzo QuadriNon si è fatta attendere la reazione del Consigliere Nazionale leghista che, tramite un camunicato, definisce "inaccettabile" la decisione della commissione economia del Consiglio degli Stati.

Ecco il testo del comunicato "Davanti alla decisione della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati che per la seconda volta (recidiva!) respinge l’iniziativa cantonale ticinese che mira a ridurre dall’attuale 38.8% al 12.5% il tasso di ristorno delle imposte alla fonte dei frontalieri, non si può che esternare sconcerto e irritazione. Anche se lo stupore non è eccessivo, essendo, come detto, la citata Commissione degli Stati recidiva"."Ci si sarebbe  però potuti attendere che il dibattito al Nazionale – che ha visto il convinto intervento  di 7 Consiglieri nazionali ticinesi su 8 –  le argomentazioni addotte in quell’occasione, e il voto favorevole all’iniziativa della Camera del popolo, avrebbero fatto riflettere la Camera alta. Così, evidentemente, non è stato. Rifiutare l’iniziativa ticinese, a favore di una mozione (del Consiglio degli Stati) annacquata e completamente inutile, specialmente dopo il dibattito al Nazionale, significa da un lato dare l’ennesimo schiaffo al Ticino, ciò che non giova certamente al federalismo, e, dall’altro, misconoscere la realtà dei fatti, abboccando all’esca italiana" continua Quadri.E inoltre "Lo “storico” dell’accordo con l’Italia sui ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri dimostra che il tasso spropositato (40%, poi ridotto al 38.8%) nacque come prezzo del riconoscimento del nostro segreto bancario da parte dell’Italia. Un prezzo che da quasi quarant’anni viene versato pressoché interamente dal Ticino. Non per nulla al nostro Cantone, in occasione del dibattito del 1974, il Consiglio federale promise un indennizzo (per ottenere l’accordo della Deputazione ticinese) per poi rimangiarsi la parola nel giro di breve tempo. Visto che l’Italia non riconosce più il segreto bancario elvetico, ed anzi a causa di esso ha inserito la Svizzera nelle famose black list dalle quali non sembra intenzionata a toglierla, un tasso di ristorno superiore a quello stabilito con l’Austria (12.5%: l’unico tasso concordato i

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