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Iniziative
«No all'iniziativa del caos», la sinistra attacca l'UDC
Redazione
7 giorni fa
«Questa è l'iniziativa del caos», così sinistra e sindacati hanno ribattezzato il testo UDC «Stop ad una Svizzera da dieci milioni di abitanti». Un comitato unitario oggi ha illustrato le ragioni del «no». Pensioni a rischio, diritti dei lavoratori in bilico, peggioramento dei diritti degli stranieri e porte spalancate al frontalierato. Secondo Fabrizio Sirica i frontalieri in Ticino supererebbero quota 100mila.

«L’annullamento di una serie di accordi internazionali porterà il Paese e il Cantone nel caos: ci sono troppe situazioni non potrebbero essere gestite correttamente, con un peggioramento dei diritti di lavoratrici e lavoratori, che si ritroverebbero in una situazione estremamente caotica». L’hanno ribattezzata «Iniziativa per il caos», mentre l’UDC la definisce «No a una Svizzera da 10 milioni». Per sinistra e sindacati, la proposta democentrista in votazione il 14 giugno va respinta su tutta la linea.  Pretendere che la popolazione non superi i 10 milioni, pena la rinegoziazione di diversi accordi internazionali, è — citiamo — «una soluzione sbagliata a problemi reali».

Gargantini: «Temi strumentalizzati dall’UDC»

«Alcuni problemi segnalati dagli iniziativisti sono sotto gli occhi di tutti, come traffico e carenze nel trasporto pubblico», ci dice ancora Gargantini, sottolineando che, tuttavia, sono temi «per cui ci battiamo da anni e contro i quali la destra ha spesso fatto opposizione». Per il segretario UNIA, queste tematiche vengono ora «strumentalizzati dall’UDC per perseguire il vecchio obiettivo di fissare un tetto alla popolazione migrante e limitare l’arrivo di lavoratori nel Paese».

Misure di accompagnamento

A Sinistra sono chiari: le misure di accompagnamento alla libera circolazione non hanno protetto abbastanza il mercato del lavoro. Con l’iniziativa UDC, sostengono, verrebbero smantellate anche le poche tutele esistenti, come i contratti collettivi di forza obbligaotria e i salari minimi. Ma anche il sistema pensionistico, già a rischio. «Nei prossimi anni molti lavoratori raggiungeranno l’età pensionabile, i cosiddetti baby boomers. Ridurre il numero di persone attive, che contribuiscono al finanziamento del sistema, lo metterebbe quindi ulteriormente sotto pressione», prosegue Gargantini, secondo cui è quindi probabile che si torni a discutere di un aumento dell’età pensionabile. «Dire no all’iniziativa significa anche sostenere un sistema pensionistico solido, che garantisca una pensione dignitosa».

Sirica: «Senza immigrazione l'alternativa saranno i frontalieri»

Il co-presidente socialista Fabrizio Sirica è netto: quella dell’UDC è un’iniziativa che favorisce i frontalieri. «Nei prossimi dieci anni, in Ticino, circa 50.000 persone andranno in pensione su 257.000 lavoratori. Senza immigrazione a compensare e con circa 800 giovani all’anno che partono oltralpe, l’unica alternativa sarà aumentare il numero di frontalieri. Un effetto boomerang per il Cantone». Per Sirica, l’iniziativa, concepita a Zurigo, in Ticino rischia quindi di produrre l’opposto di quanto dichiarato. «Si vuole tornare allo statuto dello stagionale, trattando le persone come forza lavoro senza diritti. Ma sono persone che, contribuendo per anni, hanno diritto alle prestazioni sociali e ai servizi. Questo approccio richiama pagine buie della storia dei diritti nel nostro Cantone e nel Paese».