
Il Consiglio di Stato ha accolto «con soddisfazione» la decisione della cittadinanza ticinese che – seguendo l’indicazione di Governo e Parlamento – ha respinto l’iniziativa popolare «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!». L’applicazione di quanto proposto «avrebbe comportato un aumento sensibile della burocrazia e importanti costi ricorrenti per l’ente pubblico, in un periodo in cui le finanze cantonali sono già particolarmente sotto pressione, senza reali benefici per il nostro mercato del lavoro», scrive l'Esecutivo. Il voto odierno «conferma che secondo la popolazione ticinese gli strumenti attuali a tutela dei diritti di chi lavora in Ticino e i meccanismi del partenariato sociale sono adeguati e funzionano». Già oggi, «il nostro è il Cantone con il tasso di verifiche di gran lunga più alto della Svizzera, che si attesta tra il 25 e il 30% delle aziende rispetto a un obiettivo nazionale che oscilla fra il 3 e il 5% nei settori non coperti da contratti collettivi».
L'iniziativa SSR
Il Consiglio di Stato si dice soddisfatto anche per il voto odierno della popolazione svizzera e ticinese, che ha respinto l’iniziativa popolare federale «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)». Il Governo ticinese – condividendo la posizione della Conferenza dei Governi cantonali – si è schierato contro la proposta, «nella convinzione che una così drastica riduzione del canone radiotelevisivo avrebbe impedito alla SSR di continuare a svolgere in modo soddisfacente il proprio mandato di servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche e geografiche del nostro Paese. Il ruolo centrale svolto oggi dalla SSR a favore della formazione della cittadinanza, del dibattito pubblico, e – non da ultimo – della coesione nazionale è ampiamente riconosciuto ed esce rafforzato dal voto». Il Consiglio di Stato considera la decisione popolare odierna, che conferma quella del 2018 in relazione all’iniziativa «No Billag», come «una chiara indicazione in vista dei prossimi anni».

