
A due giorni dal voto, il “no” popolare all’ampliamento delle autostrade continua a far discutere. Per quanto riguarda il Ticino, in particolare, è stata sollevata più di qualche preoccupazione dal direttore del DT Claudio Zali per il futuro dei due grandi progetti stradali, ovvero quello dell’A2-A13 nel Locarnese e quello del POLUME nel Mendrisiotto. “Se non passano i progetti nelle regioni centrali, i progetti ticinesi non avranno possibilità se mandati da soli al voto”, ha dichiarato dalle colonne del Corriere del Ticino. Per capire se la preoccupazione sia condivisa, abbiamo interpellato le Commissioni dei trasporti direttamente coinvolte.
“A2-A13 un completamento della rete autostradale nazionale”
“L'A2-A13 è un collegamento importante per il Locarnese e questa votazione può dare una certa preoccupazione visto che non sono stati sostenuti progetti di altre regioni”, ritiene Nicola Pini, presidente della Commissione intercomunale dei trasporti Locarnese e Vallemaggia, che invita però a non mettere le due cose sullo stesso piano. “Non bisogna fare troppa confusione. Nella votazione di domenica erano soprattutto dei progetti di potenziamento dell'infrastruttura esistente. Il collegamento A2-13 è invece un completamento della rete autostradale nazionale. Il Locarnese è l'unico agglomerato cittadino della Svizzera a non avere un collegamento diretto con l'autostrada”. Secondo Pini, inoltre, il progetto attuale, denominato Bozza Verde, tiene conto di una serie di parametri importanti. “A livello di progettazione si tiene conto dell’inserimento paesaggistico e l’impatto ambientale. Ricordiamo inoltre che la maggior parte di questa struttura è in galleria. In un certo senso si andrà liberare il Piano di Magadino dalle auto. Come CIT abbiamo chiesto un incontro con USTRA, che si terrà nel mese di gennaio, per avere aggiornamenti sul progetto e ribadire le sue specificità”.
Lurati: “Per risolvere il traffico non è necessario costruire più strade”
Anche Davide Lurati, vicepresidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto, esprime una certa preoccupazione per l'esito delle urne. “Se la popolazione svizzera si è espressa in modo abbastanza chiaro su questioni nazionali, quando ci sarà da decidere su un tema che riguarda il nostro cantone, in particolare il Mendrisiotto, la vedo abbastanza difficoltosa. Dall'altro la popolazione ha dato un chiaro segnale alla politica: per risolvere il traffico non è necessario costruire più strade o autostrade. Dobbiamo essere capaci a tradurre e adattare quelle che potrebbero essere delle soluzioni per il nostro cronico problema di traffico nel Mendrisiotto”. Per quanto riguarda il progetto POLUME, che prevede di potenziare l’autostrada tra Lugano e Mendrisio, Lurati ribadisce il fatto che “non si andranno a costruire nuove strade, ma si allargheranno delle corsie già esistenti. Ci sono poi tutta una serie di misure nuove per migliorare la mobilità lenta, come sulla tratta tra San Martino e Melide o a Capolago”. Si tratta di un lavoro d'accompagnamento “specifico e puntuale per cercare di allineare quello che sono i desiderata della popolazione, ma anche il problema contingente del traffico che ci avvolge”. A questo proposito Lurati fa un esempio: “Oggi a fronte di una popolazione del Mendrisiotto di circa 55mila abitanti, ogni giorno dai nostri 8 valichi passano 48mila auto con all'80% una persona sola in media. Quando si cerca una soluzione puntuale deve esserci un nuovo concetto da elaborare".

