
È giunta oggi la risposta alla mozione del 20 giugno di Massimiliano Robbiani riferita alle aperture dei negozi nel Canton Ticino. Con la stessa il deputato leghista chiedeva che durante i giorni festivi infrasettimanali e nelle domeniche prima di Natale i negozi potessero essere aperti dalle 10 alle 18. Il Consiglio di Stato ha risposto dicendo che “la posizione del Consiglio di Stato su questo argomento è già stata espressa e motivata nel messaggio no 6480 “Legge apertura sui negozi” del 23 marzo 2011”.Il messaggio, attualmente al vaglio della Commissione della legislazione, contiene delle disposizioni che vertono alla revisione della legge e prevede, tra l’altro, un orario generale di chiusura alle ore 19 dal lunedì al venerdì e alle 18 il sabato, mantenendo il giovedì alle 21, il principio della chiusura domenicale e festiva dei negozi e l’introduzione di deroghe di legge con apertura generalizzata dei negozi tra le ore 10 e le 18 di due giorni festivi fissi (Corpus Domini e Immacolata), in due domeniche tra l’Immacolata e Natale e in altre due.Oltre a questo ci sarà la possibilità per alcune categorie di negozi di rimanere aperti fino alle 22.30 durante i giorni feriali e l’apertura domenicale. Anche per i negozi situati in zone di frontiera e particolarmente confrontati con la concorrenza estera così come l’apertura dei negozi in occasione di manifestazioni culturali, sportive o popolari, inaugurazioni, ricorrenze o anniversari, sono previste delle deroghe. Per questi motivi nella risposta il Governo propone al Gran Consiglio di respingere la mozione in oggetto.A Massimiliano Robbiani la risposta del Governo non è piaciuta. Infatti ritiene “inaccettabile che in un momento così di grave crisi, che il Consiglio di Stato non accetti una mozione simile. Mozione che ha l'intento di far "tirare una boccata d'ossigeno"alla nostra economia. Evidentemente così facendo si invita il ticinese ad andare fare gli acquisti in italia”.
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