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Ticino
"No alla speculazione edilizia: salviamo Monte Brè"
"No alla speculazione edilizia: salviamo Monte Brè"
"No alla speculazione edilizia: salviamo Monte Brè"
Redazione
7 anni fa
Il Partito Comunista esprime il massimo sostegno alla giornata di mobilitazione di domani organizzata da 'Salva Monte Bré'

Il Partito Comunista esprime il massimo sostegno alla giornata di mobilitazione organizzata per sabato 9 marzo dall'associazione 'Salva Monte Brè'.

"Riteniamo fondamentale supportare sia il sit-in sul territorio oggetto dell’attacco speculativo, sia la serata informativa e di dibattito organizzata a Locarno", afferma nella nota il PC. "Siamo felici che la popolazione si mobiliti (come nel caso della chiusura dell’ufficio postale di Orselina) per una regione che possa avere uno sviluppo sostenibile e attenta ai bisogni di tutti, senza discriminazione di appartenenza sociale e provenienza territoriale".

"Il maxi progetto del resort", prosegue la nota, "è un progetto speculativo folle, destinato ai soli ricchi che non tiene conto del contesto nel quale va a inserirsi: a partire dalla deturpazione del territorio, si prosegue con i problemi logistici legati alla viabilità che andrebbe a creare e con l’apporto idrico che creerebbe grossi danni ecologici. Una politica, quella degli investimenti pomposi e delle grandi opere (tanto nel pubblico, quanto nel privato) – che il Partito Comunista ha denunciato negli anni su tutto il territorio cantonale – alla quale continueremo a opporci".

"La risposta del Municipio di Locarno alle interpellanze dei gruppi progressisti in Consiglio Comunale", sottolinea il PC, "è irresponsabile, e non fa che certificare la scelta rispetto alla politica pianificatoria del comune: il profitto viene prima di tutto. Lo vediamo quotidianamente con la cementificazione a fini speculativi, atta unicamente a riciclare (o a bloccare come investimento) capitali di ogni sorta".

"Appartamenti e palazzi vuoti le cui conseguenze ricadono sull’ambiente e sul complesso della popolazione che abita il locarnese, colpendo in particolare le famiglie con redditi medio-bassi che devono fare i conti con i prezzi degli affitti in continua crescita". "Noi non ci stiamo" sottolinea il PC, "e nel nostro 'Piano Tabù' proponiamo che l’edificazione (e il risanamento) degli immobili della regione – oltre alla gestione dell’esistente - debbano essere tese unicamente a realizzare un’urbanistica sociale a misura di cittadino senza alcuna discriminazione, permettendo a tutti di avere degli alloggi accessibili".

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