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Ticino
“No alla riduzione del 40% delle pensioni e dei salari netti”
Redazione
5 anni fa
Il sindacato VPOD organizza una manifestazione di protesta mercoledì 15 settembre a favore di pensioni decorose dei dipendenti e docenti affiliati all’Istituto di previdenza del Cantone

Una manifestazione è prevista mercoledì 15 settembre a Bellinzona per dire no al taglio del 40% delle pensioni dei dipendenti e docenti affiliati all’Istituto di previdenza del Cantone Ticino (IPCT) e alla riduzione dei loro salari netti. A indire la protesta il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD, che chiede al Gran Consiglio e al Consiglio di Stato di impegnarsi da subito per mantenere il livello attuale delle loro pensioni. Il cambiamento concerne circa 16mila persone assicurate.

“L’IPCT per finanziare le rendite degli assicurati con meno di 50 anni al 1.1.2013 (pensioni in primato dei contributi senza garanzie transitorie, che spettano a tutti i dipendenti che oggi hanno meno di 58 anni e 8 mesi) dovrà ridurre del 20% il tasso di conversione per il calcolo delle rendite”, sottolinea il VPOD in una nota. “La decisione sarà presa dall’IPCT nelle prossime settimane vista la situazione finanziaria ed entrerà in vigore al 1.1.2023. Questa riduzione si assommerà al 20% di riduzione delle pensioni già avvenuta con il passaggio dal primato delle prestazioni al primato dei contributi al 1.1.2013. In totale avremo un -40% per le pensioni senza garanzia rispetto alle pensioni con garanzia: chi oggi ha meno di 58 anni e 8 mesi si ritroverebbe con un salasso pensionistico rispetto a chi ne ha di più”.

Il sindacato VPOD chiede dunque che questa ulteriore riduzione del 20% delle rendite dal 1. gennaio 2023 sia annullata “con interventi finanziari ed in particolare con un aumento dei contributi ordinari del 4% a carico del datore di lavoro”. Questo comporta da parte del Parlamento la modifica dell’attuale articolo 11 della legge cantonale LIPCT, che è del seguente tenore: “Il contributo ordinario totale è pari al 22.1%, dello stipendio assicurato, di cui l’11.6% a carico dei datori di lavoro e il 10.5% a carico degli assicurati”. L’IPCT non ha la competenza per aumentare i contributi, lo può fare solamente il Gran Consiglio.

Per il sindacato un aumento dei contributi a carico del Cantone è giustificato per tre motivi. Il primo riguarda il risparmio effettuato dallo Stato per il finanziamento delle rendite con garanze transitorie. “Abbiamo appreso in queste settimane la decisione della Commissione della gestione e del Governo di varare una riserva di contributi del datore di lavoro (RCDL) per il finanziamento delle garanzie nell’ambito del messaggio 7784, pendente da quasi due anni”, sottolinea il Vpod. “Si tratta di una soluzione a costo zero per lo Stato (questo a differenza della soluzione del messaggio 7784, che prevedeva a carico del Cantone un versamento di 500 milioni di Fr su 40 anni e il versamento di un interesse all’IPCT sulla parte non versata di questi milioni - soluzione affossata dalla minaccia di un referendum)”. Il secondo motivo riguarda il fatto che nella maggior parte delle casse pensioni degli enti pubblici la percentuale di finanziamento a carico del datore di lavoro è nettamente maggiore di quella a carico dei dipendenti. Infine è nell’interesse del Cantone mantenere per i propri assicurati “giovani” condizioni pensionistiche valide e lo stipendio netto attuale per mantenere attrattiva la funzione pubblica sul mercato del lavoro.

Per il Vpod le rendite degli assicurati attivi IPCT senza garanzie non sono affatto pensioni “privilegiate” visto che sono già state ridotte del 20% con il cambiamento di sistema nel 2013. “Le pensioni non devono e non possono quindi essere ulteriormente ridotte”, conclude il sindacato, che invita i dipendenti alla manifestazione di protesta.

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