
I referendisti contro il Policentro della Morobbia rispondono al presidente del Legislativo di Pianezzo Stefano Jorio, che ieri sul nostro portale ha spiegato i retroscena del blocco del cantiere e fornito maggiori dettagli sul piano finanziario del comune (verdi articolo suggerito).
Ma per i referendisti, l'opera a Pianezzo è iniziata senza avere le necessarie autorizzazioni. Prova ne è l'intervento della Sezione degli enti locali. Quindi pongono la seguente domanda al signor Jorio: "Se fosse stato un privato cittadino a comportarsi così, cosa sarebbe successo?"
Ricordandogli che è stato il Consiglio di Stato a bloccare i lavori, i referendisti asseriscono di accettare la decisione del popolo (che ha accettato la realizzazione del Policentro nell'ottobre 2015). Ciò che non accettano è il "non rispetto delle regole e delle leggi da parte di persone che si ritengono “super partes”.
"È da prima del week-end" proseguono, "che girava voce che i lavori si sarebbero fermati" e l'articolo di ieri, aggiungono, "ha confermato definitivamente dette voci".
In merito alle fughe di notizie, i referendisti precisano che "bastava leggere lo scritto del 15 marzo 2016 apparso su cdt e ticinonews".
Per quanto riguarda invece il moltiplicatore, il gruppo ribadische che il sindaco Tognetti, alla serata informativa a cui avevano presenziato un centinaio di cittadini e organi di informazione, "aveva assicurato che il moltiplicatore sarebbe stato alzato solo alla fine dei lavori e non prima. Nessuno ha mai contestato la necessità di dover alzare il moltiplicatore".
I referendisti ricordano infine che "nei cassetti del Segretario comunale ci sono dei progetti fatti in passato e bocciati dal consiglio comunale perchè proposti dalle fazioni opposte, con la scusa che costavano troppo. Questo per ricordare le annose e distruttive diatribe tra i vari partiti politici, che hanno interessato negli anni passati il Comune di Pianezzo".
"Quindi", concludono, "quanto a distruggere e intralciare, si faccia un grosso esame di coscienza il signor Jorio, perché ci sono dei precedenti in cui i referendisti non c’entrano nulla. Se Jorio è stufo dei personaggi di Pianezzo che vogliono e credono nelle leggi e che rispettano anche le decisioni del popolo, può anche dimettersi. Qui non vige la legge della giungla".
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