
Il “no” al progetto di aggregazione Sponda Sinistra della Maggia ha scatenato diverse reazioni. Soddisfatto, naturalmente, Stefano Gilardi, sindaco di Muralto, che ha sempre sostenuto la sua contrarietà all’idea di fusione. Si percepisce, invece, il dispiacere tra le righe dei comunicati stampa di Giorgio Ghiringhelli e del direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi.
Abbiamo raggiunto telefonicamente Stefano Gilardi che, nonostante la soddisfazione per il risultato emerso dalle urne, ricorda l’importanza di riflettere su alcuni aspetti che hanno caratterizzato questa votazione:
“La popolazione non ha creduto alle proposte calate dall’alto, e non ha creduto che la soluzione di una fusione fosse veramente una soluzione. Al contrario, la popolazione ha deciso di dar fiducia a chi a prodotto un tessuto sociale di qualità.
Mai ho vissuto un schieramento mediatico a favore di una tesi, dimostrando poi di essere diverso dalla volontà della popolazione. Fa specie la differenza di affluenza alle urne tra la periferia e la città. Bisogna riflettere molto su questo fatto”.
Tra le reazioni anche quella del Dipartimento delle Istituzioni, con a capo Norman Gobbi. Attraverso un comunicato stampa, il DI riassume l’esito di tutte le votazioni odierne riguardo le aggregazioni, parlando anche dell’esito negativo di Sponda Sinistra della Maggia: “Dal voto - contrario in cinque Comuni su sette – emerge la complessità nel trasmettere il messaggio sulla necessità di unire le forze dell’agglomerato per far fronte agli squilibri interni al Cantone, nonostante il forte impegno finanziario profuso dal Consiglio di Stato a sostegno del progetto con 10 milioni di franchi per consolidare le finanze del futuro Comune e 20 milioni di franchi per i progetti strategici.
In particolare, si osserva con preoccupazione il progressivo disequilibrio tra gli agglomerati del Sottoceneri rispetto a quelli del Sopraceneri. Altro punto emerso durante le serate pubbliche è stata la complessità nell’offrire risposte adeguate ai bisogni del cittadino in realtà urbane da costituire.
L’esito evidentemente negativo nell’agglomerato locarnese sarà quindi oggetto di analisi da parte del Dipartimento prima e dal Consiglio di Stato poi, con l’obiettivo di porre in disanima tutti gli elementi di un progetto d’aggregazione ambizioso come quello del Locarnese, dal suo avvio alla sua promozione. In quest’analisi, è volontà della direzione dipartimentale coinvolgere tutti gli attori coinvolti, in particolare i sindaci dei Comuni di Muralto e Minusio dove si è registrata un’alta percentuale di voti negativi.
Dopo aver sentito i vari Municipi interessati, il Consiglio di Stato esprimerà una più precisa valutazione sui destini del progetto, per il quale si profila un più che probabile abbandono”.
Si dice chiaramente “dispiaciuto, ma non sorpreso” Giorgio Ghiringhelli, principale promotore della petizione popolare che dava l’avvio alla procedura di aggregazione dei Comuni della Sponda sinistra della Maggia. Non solo dispiaciuto. Anzi. Attraverso una nota stampa che segue l’esito delle votazioni, si dice “soddisfatto per aver provocato questo dibattito e per aver dato ai cittadini la possibilità di decidere il loro destino e quello della regione: ciò”, ricorda Ghiringhelli, “era una degli scopi principali dei petizionisti”. Nonostante la bocciatura, Ghiringhelli spera “che in un prossimo futuro - come avvenuto con successo nelle Terre di Pedemonte - si possa rilanciare nei Comuni interessati il discorso sulle aggregazioni, magari questa volta puntando direttamente a quella Grande Locarno (da Brissago a Gordola) propugnata dai sindaci di Minusio e di Muralto, che certo saranno in prima fila nel portare avanti una richiesta formale in tal senso”.
Il principale promotore della Grande Locarno non si da per vinto e spera, per lo meno, nella nascita
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