
Sabato 3 settembre si è svolta a Bellinzona una manifestazione organizzata dalla Gioventù Socialista (Giso) contro la nuova legge sulle attività informative “LAIn”. Un gruppo di militanti della Giso ha messo in atto un flash mob, dove alcuni agenti segreti sorvegliavano un gruppo di persone oneste, mentre essi svolgevano attività quotidiane.
"Quest’azione aveva l’obiettivo di raffigurare la critica situazione che si verrà a creare negli anni a venire se dovesse essere accolta la legge; concretamente ci troveremo in uno stato di sorveglianza di massa incondizionata!" scrive la Giso in un comunicato odierno. "Questa misura andrà a estendere massicciamente i poteri dei Servizi Informativi della Confederazione, in particolare verrà svincolato dal veto di un tribunale il diritto di sorvegliare o meno un cittadino dando così pieno potere decisionale a questi servizi."
"Tutto ciò rappresenta la fine della sfera privata" prosegue la Giso. "Infatti questi organi potranno accedere a mail, messaggi, telefonate dei cittadini onesti o non che siano. Il rischio è quello che la Confederazione non sarà più in grado di aver sotto controllo i servizi informativi che, come già accaduto in passato, potrebbero agire ben oltre i loro compiti."
La Gioventù Socialista ha quindi voluto dire a gran voce "no allo Stato ficcanaso e no il 25 settembre alla LAIn".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

