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Ticino
“No alla CPI per caso ex funzionario DSS”
Redazione
6 anni fa
Secondo il PLRT non dev’essere la politica a giudicare il caso, nonostante la gravità degli atti riportati

Per il PLRT “non tocca ai politici di milizia sostituirsi alle autorità di giustizia”. Per questo, il partito si dichiara contrario all’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta per il noto caso dell’ex funzionario del DSS condannato per abusi sessuali, questo nonostante “i reati a sfondo sessuale siano deplorevoli e vanno severamente condannati”. Il rischio, per il PLRT, è quindi di politicizzare un tema molto sensibile, scivolando verso una deriva mediatica “che nuocerebbe alle stesse vittime che vorremmo proteggere”. Secondo il partito inoltre, “il Governo si è già attivato con una serie di misure per assicurare una maggiore attenzione a questi delicati aspetti nella gestione del personale che non vanno mai sottovalutati. I toni inquisitori assunti negli ultimi mesi, però, lasciano invece presagire dinamiche che poco hanno a che fare con il senso di giustizia”.

“Affidarsi agli inquirenti”
Secondo il PLRT, “nel caso in cui ci dovessero esserci ancora dei coni d’ombra sull’operato dei funzionari, occorre rivolgersi subito alla polizia o alla Magistratura, che sono gli organi competenti”, e non alla CPI che “sarebbe semmai legittima nel caso in cui vi fossero fondati sospetti sull’incapacità o la mancata volontà degli inquirenti di compiere il proprio dovere”. Il partito ricorda inoltre “che il Gran Consiglio può istituire una CPI (art 39, Legge sul GC) solo di fronte a eventi di grave portata istituzionale ciò che, pur deplorando con fermezza quanto successo, con tutta franchezza non è il caso in oggetto”.

IL PLRT annuncia infine che se la CPI sarà istituito, esso non si sottrarrà ai suoi doveri istituzionali, tuttavia ha proposto una riduzione del costo in quanto “per il Canton Ticino sarebbe la quarta Commissione parlamentare d’inchiesta negli ultimi anni: uno strumento che ha nei fatti dimostrato di essere dispendioso, inefficace e inconcludente”. Riassumendo, dunque: “Il PLRT è fermamente contrario a trasformare il parlamento in un organo giudiziario privilegiando il principio della separazione dei poteri caro a Montesquieu”

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