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Ticino
No al rosario contro il Pride: "Perché?
No al rosario contro il Pride: "Perché?
No al rosario contro il Pride: "Perché?
Redazione
8 anni fa
Il gruppo UDC di Lugano interpella in Municipio sui motivi che lo hanno spinto a negare l'autorizzazione a Helvetia Cristiana

Come promesso il consigliere comunale UDC Alain Bühler e i colleghi Raide Bassi e Tiziano Galeazzi hanno inoltrato un'interpellanza al Municipio di Lugano per chiedere lumi sulle motivazioni che hanno spinto l'Esecutivo a non concedere l'autorizzazione all'associazione Helvetia Cristiana, che voleva organizzare una preghiera su una piazza cittadina per protestare contro il Pride 2018. Decisione che il sindaco Marco Borradori, da noi contattato, aveva spiegato sottolineando i contorni "poco chiari" dela richiesta, il fatto che Helvetia Cristiana sia un'organizzazione "molto profilata" e non riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa cattolica (vedi articolo suggerito).

"L’Associazione ha chiarito sui media che il previsto rosario non si sarebbe rivolto contro persone di orientamento omosessuale o contro i partecipanti al corteo del pride. Pur restando critici sulla maniera di esporsi in pubblico in modo indecoroso durante l’evento culmine della settimana dedicata ai diritti degli omosessuali, critica per altro condivisa anche da una fetta della popolazione, avrebbero pregato per i valori cristiani e per la loro restaurazione all’interno della nostra civiltà", scrivono gli interpellanti.

"Va sottolineato che per l’Associazione quello di Lugano non sarebbe stato il primo rosario sulla pubblica piazza in Svizzera, altre città della Confederazione hanno concesso in tre occasioni a HC l’autorizzazione per recitare su suolo pubblico le canoniche 50 “Ave Maria”, senza alcun problema. Le Città in questione sarebbero Lucerna nel mese di dicembre 2017, Basilea il 24 febbraio scorso e Zurigo il 21 aprile scorso. Eventi che non hanno generato nessuna problematica di sorta per l’ordine e la sicurezza pubblica".

"Detto ciò, non è intenzione dei sottoscritti entrare in una o l’altra tifoseria in merito al dibattito attorno al Gay Pride, manifestazione a cui va riconosciuto il diritto di aver luogo, come ai suoi partecipanti va riconosciuto e rispettato il diritto d’opinione che la nostra Costituzione federale sancisce e garantisce a tutti i cittadini. Diritti che il Municipio parrebbe aver negato ad un’Associazione poggiando la sua tesi su basi soggettive anziché oggettive come la prassi richiederebbe di trattare simili questioni, venendo meno al principio di buona fede che lo Stato è chiamato a garantire a ogni cittadino. L’associazione dichiara obbiettivi leciti, dichiara di volerli raggiungere con mezzi altrettanto leciti e pacifici, come una preghiera e, sinora, non ci risulta che vi siano pendenze o precedenti che dimostrino che essa rappresenti un problema d’ordine pubblico o abbia leso i diritti fondamentali altrui", conclude il Gruppo UDC.

Alla luce di quanto sopra, il Gruppo UDC pone al Municipio le seguenti domande:

1) Quali sono gli interessi in gioco che il Municipio ha soppesato per negare l’autorizzazione di un pacifico rosario su suolo pubblico?

2) Quali le motivazioni che hanno portato l’Esecutivo a respingere la sopraccitata richiesta?

3) Quali minacce all’ordine pubblico ha intravisto il Municipio nella recitazione di un rosario su suolo pubblico?

4) La dichiarata disponibilità dell’Associazione a concordare con le Autorità la data, l’ora e il luogo è stata presa in considerazione dal Municipio ai della decisione?

5) Il Municipio non reputa di essersi spinto arbitrariamente oltre nella espressione di giudizi di parte nei confronti dell’Associazione, venendo meno al principio di buona fede sancito dalla Costituzione?Vi sono ulteriori informazioni, al pubblico sconosciute, che hanno fatto sì che il Municipio propendesse verso la non concessione dell’Autorizzazione? Se si, quali informazioni?

6) Il Municipio ritiene che la difesa dei valori cristiani nella nostra società sia un obiettivo di stampo estremista e lesivo dei diritti fondamentali altrui?

7) Il Municipio ritiene che esprimere dissenso nei confronti di una manifestazione come il corteo del Gay Pride (non le restanti manifestazioni in programma), ritenendolo indecoroso e sopra le righe, sia un atto lesivo dei diritti fondamentali altrui?

8) In merito alla “parità di trattamento” ventilata nella decisione, a quali richieste simili si riferisce il Municipio?Si tratta di richieste provenienti da fedi ufficialmente riconosciute dallo Stato, come la religione cattolica-romana?

9) Il Municipio non ritiene di utilizzare due pesi e due misure nel trattamento delle manifestazioni cittadine quando tollera le proteste non autorizzate da parte degli ambienti di estrema sinistra, con annessi atti illeciti contro beni pubblici e privati o i nostri rappresentanti dell’ordine, mentre nega un’autorizzazione regolarmente richiesta per un pacifico atto di preghiera sulla pubblica piazza?

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