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Ticino
No al raddoppio del Gottardo: le reazioni
Redazione
15 anni fa
Soddisfazione da parte delle associazione ambientaliste. Anche il PS ticinese contento del risultato e chiede al governo di prenderne atto

Il canton Uri è contrario ad una seconda galleria autostradale del San Gottardo. I suoi cittadini hanno respinto oggi sia l'iniziativa dei giovani UDC per lo scavo di un secondo traforo prima dei lavori di risanamento di quello attuale, che il controprogetto del governo.La prima prevedeva l'uso dei due tunnel, ma con una sola corsia per parte. Il secondo un impiego della nuova galleria al posto della vecchia, evitando il suo risanamento.Iniziativa delle Alpi e tutte le associazioni ambientaliste non nascondono la propria soddisfazione per il 'no' espresso oggi e chiedono al governo ticinese d'integrare questo risultato in una diversa visione di gestione del traffico transalpino.Il governo urano - si legge in un comunicato - deve accettare il verdetto delle urne e rispettare la volontà popolare. L'Iniziativa delle Alpi, accettata 17 anni fa, riceve oggi "un'ennesima conferma". Il messaggio del voto è chiaro: un secondo tubo "non è la risposta giusta per affrontare la chiusura della galleria stradale per il suo risanamento".L'Iniziativa delle Alpi, Pro Natura, WWF, Leventina vivibile, il sindacato SEV, SOS Ambiente, Greenpeace, ATA Associazione traffico e ambiente e Medici per l'ambiente, "vedono così confermate le loro proposte alternative in vista della chiusura" della galleria per il risanamento e invitano anche la Confederazione a "tener conto" del risultato di Uri durante le discussioni parlamentari delle diverse proposte a favore di una seconda galleria.Anche il partito socialista ticinese si rallegra del doppio no. In una nota stampa comunica: "Il PS invita il Governo ticinese a prendere atto di questo nuovo orientamento deciso dal proprio principale alleato a nord delle Alpi e a modificare di conseguenza la propria strategia per il Gottardo stradale nel senso indicato dall’Iniziativa delle Alpi, indirizzando nel contempo maggiori attenzioni nel contenzioso con Berna all’ulteriore sviluppo di AlpTransit fra Biasca e Chiasso".

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