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Ticino
No al divieto delle preghiere islamiche nei luoghi pubblici
No al divieto delle preghiere islamiche nei luoghi pubblici
No al divieto delle preghiere islamiche nei luoghi pubblici
Redazione
8 anni fa
Il Gran Consiglio ha archiviato la petizione di Giorgio Ghiringhelli. "È un non problema"

Come previsto il Gran Consiglio ha archiviato la petizione dell'11 settembre 2018 con cui Giorgio Ghiringhelli chiedeva di "vietare nei luoghi pubblici, o aperti al pubblico o destinati a offrire un servizio pubblico (eventualmente ad eccezione dei luoghi di culto) le preghiere che contengono messaggi di odio e di discriminazione verso i fedeli di altre religioni e che violano le norme del Codice penale".

Due i rapporti presentati in Commissione petizioni e sottoposto oggi al plenum: quello di maggioranza, firmato dal Giorgio Pellanda (PLR) e accolto con 52 voti favorevoli, 21 contrari e 5 astenuti, che invitava ad archiviare la petizione, e quello di minoranza, firmato da Tiziano Galeazzi (UDC), che invitava invece a sostenerla. 

La maggioranza dei commissari, "pur riconoscendo a Ghiringhelli di aver sollevato un tema che in futuro potrebbe destare una preoccupazione tale da porre dei correttivi restrittivi a tutela di tutti i cittadini del nostro Cantone", aveva invece ritenuto "oggettivamente prematuro procedere nel senso indicato nella petizione". Secondo Pellanda, inoltre, bisogna prestare particolare attenzione al principio di proporzionalità quando si propone una simile misura. Per alcuni commissari, inoltre, "risulta difficile additare a colpevoli di diffondere odio tutti i musulmani che recitano le loro preghiere in virtù della buona fede di chi prega" in quanto "non è dato a sapere se le loro frasi incitino all'odio".

Gli unici commissari a sostenere la petizione del 'Ghiro' erano stati lo stesso Galeazzi e Lelia Guscio (Lega). Per la minoranza commissionale vi sono "sufficienti elementi a comprova della giustificazione di creare una base legale atta a introdurre nella Legge sull'ordine pubblico (LOrP) un divieto generalizzato di occupare il suolo pubblico per recitare delle preghiere che contengono messaggi di odio e di discriminazione verso fedeli di altre religioni e che vengono utilizzate a scopo di proselitismo o a scopi politici di conquista territoriale, passibili di mettere a repentaglio la pace religiosa, l'ordine pubblico e la protezione dei diritti e delle libertà altrui".

Anche in sede commissionale, tuttavia, la proposta del 'Ghiro' aveva incassato il sostegno di due soli commissari, mentre era stata respinta pure dai tre commissari leghisti (Omar Balli, Felice Campana e Ivano Lurati). Vano dunque l'appello di Galeazzi di "andare anche contro gli ordini di scuderia" e di non basarsi "solo sulla situazione attuale ma su quanto sta già accadendo tutt’attorno a noi e che prima o poi, con matematica certezza, toccherà anche il Ticino". I deputato non ha nascosto di vedere di buon occhio un'eventuale votazione popolare: "Come credete che andrebbe a finire? Non vi seccherebbe di essere smentiti dal popolo?"

Il tema potrebbe approdare anche a Berna in quanto il consigliere nazionale Andreas Glarner (UDC) starebbe pensando di depositare un'iniziativa analoga ma a livello federale.

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