
La sezione della Svizzera italiana dell'Associazione traffico e ambiente (ATA) e l'Associazione cittadini per il territorio (nella foto il coordinatore Ivo Durisch) comunicano oggi di aver presentato opposizione alla domanda di costruzione per la trasformazione dello stabile ex-Hanro in via Cügn a Novazzano.
Come noto, i promotori del progetto intendono investire oltre 3 milioni di franchi per ristrutturare lo stabile e insediarvi un call center, che darebbe lavoro a circa 150 persone.
Da subito però il previsto call center era finito nel mirino di alcuni movimenti politici e del gruppo di cittadini “Per una Novazzano del vivere giusto”, che ha lanciato una petizione contro il progetto, tacciato di ennesimo capannone che crea traffico e dà lavoro praticamente solo a frontalieri.
Ora, come detto, alla Cancelleria comunale di Novazzano è giunta ufficialmente un'opposizione. ATA e Cittadini per il territorio sottolineano che la loro opposizione "s’inserisce nel discorso più ampio relativo alla pianificazione del territorio, alla saturazione progressiva delle zone edificabili nel fondo valle del Canton Ticino e al conseguente collasso viario e ambientale, che oggi caratterizza tutto il Sottoceneri."
"Negli ultimi dieci anni le zone industriali artigianali si sono saturate ad una velocità incredibile. Gli appezzamenti di terreno edificabile sono diventati sempre più rari e sempre più cari" scrivono le due associazioni nella loro opposizione. "La domanda di territorio da parte di ditte internazionali, spesso specializzate nella cosiddetta logistica, non tende a diminuire."
"Negli ultimi anni sono arrivate anche richieste di insediamento da parte di ditte fornitrici di servizi, a volte legate alla logistica, ma spesso avulse da ogni contesto economico locale come è il caso dei call center internazionali o di agenzie di viaggio virtuali" proseguono. "A parte le ricadute fiscali dirette, legate per lo più alle imposte alla fonte, al nostro territorio resta poco, sia in termini di posti di lavoro, che in termini di ricaduta economica complessiva."
"Anche se non siamo in grado di fare un calcolo esatto dei costi indiretti che derivano da questi insediamenti possiamo sicuramente dire che la saturazione del fondo valle causata da una esplosione di richieste di insediamenti, ha causato costi infrastrutturali non indifferenti" scrivono ancora ATA e Cittadini per il territorio. "Troppo poco si è guardato al tipo di attività che si è insediata sul territorio. Nessuna riflessione sulla collocazione è stata fatta per le ditte fornitrici di servizi (terziario). Perché nel caso di questo tipo di aziende non si è spinto maggiormente per una loro collocazione all’interno di centri urbani dove i trasporti pubblici sono presenti con un servizio più adatto ai flussi di persone generato dai lavoratori?"
ATA e Cittadini per il territorio, ricordando che lo stabile in oggetto si situa in una zona residenziale estensiva, si oppongono quindi a un suo cambiamento di destinazione d’uso a scopo uffici e call center.
Per quanto concerne il numero di parcheggi, inoltre, le due associazioni contestano il numero previsto di 42, "che pare in contrasto con quello derivante dal regolamento cantonale dei parcheggi."
Con la loro opposizione, ATA e Cittadini per il territorio chiedono quindi al Municipio di respingere la domanda di costruzione.
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