
Non è passato inosservato il rapporto della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), secondo cui molti datori di lavoro in Svizzera sarebbero disposti ad assumere rifugiati e persone ammesse provvisoriamente (vedi articolo suggerito). In una mozione inoltrata al Consiglio federale, Lorenzo Quadri chiede di "abbandonare subito l'idea" di versare sussidi a chi impiega rifugiati, dedicando invece le risorse della Segreteria di Stato della Migrazione alla promozione di assunzione di cittadini svizzeri "troppo spesso discriminati in casa propria".
"Si torna a parlare di asilanti con permesso B a carico dello stato sociale" esordisce il consigliere nazionale nell'atto parlamentare. "In effetti, nel 2017 a livello nazionale solo il 25% di essi svolgeva un’attività professionale. In Ticino la percentuale è ancora più bassa, e si aggira attorno al 15%. A seconda delle etnie, il tasso di occupati è ancora inferiore, fino a scendere a livelli irrisori. Basti pensare che, nel giro di 8 anni, i cittadini eritrei a carico dell’assistenza sociale sono aumentati di circa il 2300%. Ciò conferma come la stragrande maggioranza di queste persone non siano né integrate né integrabili nel nostro Paese".
"Ora la SEM (Segreteria di Stato della migrazione) avrebbe approntato una serie di misure, tra cui l’introduzione di aiuti finanziari, per incoraggiare le aziende ad assumere rifugiati" prosegue Quadri."Vista la difficile situazione occupazionale nelle regioni di frontiera svizzere, ed in particolare in Ticino, a causa della libera circolazione delle persone e conseguente sostituzione di lavoratori svizzeri/residenti con frontalieri, risulta incomprensibile un ulteriore sforzo finanziario, a carico del contribuente, con l’obiettivo – le cui chance di riuscita sono peraltro minime, data la scarsa quando non nulla integrabilità professionale delle persone in oggetto – di promuovere l’assunzione di rifugiati".
Secondo Quadri tale iniziativa comporterebbe "una discriminazione dei cittadini svizzeri e residenti ad opera dello Stato". Il consigliere nazionale propone quindi di concentrare gli sforzi dell’ente pubblico nell’inserimento professionale dei cittadini elvetici.
Per quanto riguarda invece gli asilanti a carico dell'assistenza sociale, per Quadri "vanno rimpatriati quanto prima". "È su questo obiettivo che la SEM dovrebbe semmai intensificare gli sforzi. Questo anche allo scopo di conseguire importanti risparmi per tutti gli enti pubblici (Confederazione, Cantoni, Comuni), oltre che di scoraggiare l’immigrazione clandestina".
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