
Spunta una piccola crepa nel fronte della sinistra, finora compatto insieme alla Lega dei Ticinesi nel sostenere la tassa di collegamento.
A crearla è il capogruppo del Partito Socialista in Consiglio comunale a Locarno, Pier Mellini, il quale in un'opinione pubblicata oggi sul Corriere del Ticino dichiara di voler votare no il prossimo 5 giugno.
"La tassa di collegamento è stata venduta come la panacea per risolvere i problemi legati al traffico e all'inquinamento da esso derivato" scrive Mellini. "Sacre e sante parole, solo che, a mio modo di vedere, rappresentano solamente un lungo elenco di panzane e di bugie e quindi da rigettare."
Il capogruppo PS spiega di voler votare no "perché non è assolutamente vero che con questa tassa si libereranno le strade dal traffico favorendo la mobilità sostenibile", "perché non è vero che le strade dei maggiori centri del Canton Ticino ne riceveranno benefici", "perché non è assolutamente vero che le condizioni dell'aria miglioreranno" e pure "perché i ricatti sbandierati dalla banda Bignasca nulla hanno a che vedere con lo Stato di diritto e con la democrazia, dove la volontà popolare deve essere rispettata, sempre, e non solamente quando fa comodo."
Inoltre Mellini dichiara di voler votare no "perché è un ulteriore tassello contro i frontalieri, oltre 62'000 persone, e sottolineo persone, che con il loro lavoro, sovente sottopagato, mantengono a galla la nostra economia" e perché a fare le spese di questa nuova tassa "saranno per l'ennesima volta i ceti meno abbienti, siano essi residenti o lavoratori d'oltre confine."
"Ed infine mi fa specie che sia il Partito Socialista, sia i Verdi abbiano abboccato come tanti cavedani" conclude Mellini, "non rendendosi conto che dietro questa proposta non c'è nulla di ambientale, ma solo la possibilità di spremere ulteriormente lavoratori e gente comune."
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