
Il Consiglio di Stato ha risposto negativamente ieri alla mozione “Sostegno alle famiglie che vogliono stabilirsi in zone periferiche attraverso un’agevolazione fiscale” presentata nell'autunno 2015 dal Gruppo PPD (primo firmatario Fiorenzo Dadò), affermando che la proposta non risulta attuabile dal profilo legale (vedi articolo suggerito).
Un no che viene commentato negativamento oggi dallo stesso PPD, che ricorda al Governo come l’introduzione di agevolazioni per le famiglie che decidono di stabilirsi nelle zone periferiche, "contrariamente a quanto contenuto nella risposta del Governo", non rappresenta una violazione del principio di universalità dell’imposizione, del principio dell’uguaglianza dell’imposta e nemmeno del principio della capacità contributiva.
Secondo il partito la dottrina tributaria insegna infatti che "questa “violazione” può essere giustificata a condizione che la misura proposta persegua obiettivi extra-fiscali" precisa il partito. "Al fine di considerare valida questa misura, occorre avere una base costituzionale sufficiente e nel medesimo tempo rispondere ad un interesse pubblico preponderante. L’interesse pubblico in questo caso è assolutamente presente, poiché è data l’importanza, per il Ticino, delle zone periferiche e di montagna. Per quanto concerne invece la base costituzionale, è sufficiente citare l’art. 50 della Costituzione federale dove al capoverso 3 si prevede che “La Confederazione prende in considerazione la particolare situazione delle città, degli agglomerati e delle regioni di montagna” e l’art. 75 che, in ambito di pianificazione territoriale, al capoverso 1 dichiara “La Confederazione stabilisce i principi della pianificazione territoriale. Questa spetta ai Cantoni ed è volta a un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e a un ordinato insediamento del territorio”.
Alla luce di quanto precede il PPD deplora "la sistematica mancanza di sensibilità e di visioni lungimiranti da parte del Governo nei confronti delle zone periferiche, confrontate con importanti difficoltà che giustificano, come ricordato, un sostegno da parte dell’Ente pubblico e della comunità tutta". Già in passato, ricorda il partito, "il Governo non ha accolto proposte a sostegno delle zone periferiche volte a favorire le famiglie, l’occupazione, la delocalizzazione di uffici pubblici e l’insediamento di nuove attività".
"Oltre il danno anche la beffa" commenta il PPD. "Queste regioni hanno già dato e stanno dando molto: si pensi allo sfruttamento decennale delle acque per l’interesse cantonale e nazionale, agli espropri, all’indebolimento del trasporto pubblico, al rincaro del costo dei parcheggi, agli aggravi dei costi di cassa malati, al costo maggiorato del carburante e, ancora ultimamente, al dezonamento dei già pochi terreni edificabili a tutto vantaggio delle zone urbane".
Il PPD chiede quindi alla Commissione tributaria, a cui verrà demandata la mozione, di approfondire ulteriormente il tema e trovare "una corretta soluzione tenendo in considerazione gli argomenti tecnici sovraesposti".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

