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Assemblea intersindacale
“No a una politica di contenimento della spesa che colpirà i servizi pubblici”
Redazione
5 mesi fa
L'assemblea intersindacale chiede un cambio di rotta “che rimetta finalmente al centro le persone, il lavoro e la qualità dei servizi”, per scongiurare “uno smantellamento del servizio pubblico e del partenariato sociale”.

L’assemblea intersindacale convocata dai sindacati OCST, VPOD e SIT, svoltasi ieri a Giubiasco, ha espresso “profonda contrarietà” alla continuazione di una politica di contenimento della spesa “che colpirà duramente i servizi pubblici e parapubblici”. In base ai diversi settori, il personale ha sottolineato come questo orientamento comporta “un insostenibile deterioramento dei servizi fondamentali, un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro, un’erosione del potere d’acquisto e un enorme danno alla popolazione del nostro cantone”.

Le rivendicazioni

Per scongiurare “uno smantellamento del servizio pubblico e del partenariato sociale”, è stato quindi richiesto un cambio di rotta “che rimetta finalmente al centro le persone, il lavoro e la qualità dei servizi”. La risoluzione approvata dall’assemblea ha dunque rivendicato, tra gli altri, un aumento del finanziamento agli enti sociosanitari e socioeducativi, “per difendere le condizioni di lavoro e la qualità delle cure, dell’accompagnamento e della presa a carico”; delle misure per salvaguardare il potere d’acquisto, "aumentando i salari soprattutto per le fasce più basse"; e la rapida concretizzazione dell’adeguamento delle classi salariali nelle case anziani a quelle dell’EOC.

I passi da intraprendere

L’assemblea ha inoltre deciso di pretendere a breve un incontro con il Consiglio di Stato e la Commissione Gestione e Finanze, in modo da perorare “preoccupazioni e rivendicazioni nel solco di un autentico partenariato sociale”, nonché di promuovere una giornata d’azione sui posti di lavoro e sul territorio mercoledì 19 novembre, che tematizzi "i diversi settori colpiti dai tagli”. I sindacati intendono altresì proseguire la loro mobilitazione lanciando una manifestazione ampia, plurale e aperta ad altri attori sabato 29 novembre a Bellinzona.

 

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