
Un’ulteriore limitazione degli spazi dei fumatori non è giustificata. Questa, in sostanza, l’opinione del Consiglio di Stato contenuta nel Rapporto sulle mozioni presentate il 21 giugno 2017 con cui la deputata PPD Nadia Ghisolfi e cofirmatari Henrik Bang, Francesco Maggi e Sara Beretta Piccoli proponevano l’introduzione di una norma specifica concernente il divieto di fumo nei parchi gioco e negli spazi all’aperto a disposizione di attività dedicate specificatamente ai minori, un divieto di fumo presso le fermate e le stazioni dei mezzi pubblici di trasporto e un divieto di fumo presso le entrate dei locali chiusi accessibili al pubblico o adibiti a luoghi di lavoro per più persone.
Nella sua risposta il Consiglio di Stato, che invita il Gran Consiglio a respingere i tre atti parlamentari, non mette per nulla in discussione il fatto che il fumo, sia attivo sia passivo, causi dei danni sulla salute delle persone ma, pur comprendendo l’intento nobile dei emozionanti, ritiene che “un’ulteriore limitazione degli spazi dei fumatori non sia giustificata”.
“Il Consiglio di Stato è d’accordo che una diminuzione anche minima di esposizione del cittadino al fumo passivo sia una buona cosa, ma qualsiasi proposta di modifica legislativa deve necessariamente tener conto del principio di proporzionalità: per limitare un diritto fondamentale quale la libertà personale di una parte dei cittadini (i fumatori), le evidenze a disposizione devono essere importanti e inequivocabili, ciò che oggi non è il caso”. Un divieto cantonale, in sostanza, “sarebbe una misura sproporzionata e non giustificata dal lato scientifico e dell’interesse pubblico”. Il Governo ritiene altresì “giusto e proporzionato” continuare a svolgere attività di sensibilizzazione dei cittadini, “volte a promuovere comportamenti favorevoli per la propria e l’altrui salute e rispettosi dell’ambiente e degli spazi collettivi”.
“Inoltre, ogni Comune ha facoltà di regolare gli spazi fumatori e quelli non fumatori come pure di regolamentare il littering”, spiega il Governo, secondo cui “sarebbero da favorire e da sviluppare delle soluzioni architettoniche di arredo urbano che incentivino i fumatori ad avere un comportamento maggiormente rispettoso degli spazi comuni e altrui”.
In conclusione, il Consiglio di Stato ritiene che le modifiche legislative richieste e necessarie per darvi seguito "siano lesive del principio della proporzionalità". In termini di salute pubblica "non è in effetti data la necessaria evidenza scientifica per dimostrare un interesse pubblico tale da giustificare un’ingerenza dello Stato nella libertà personale dei fumatori in spazi all’aperto".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

