
Mentre in Ticino alcuni partiti, come la Lega, si infuriano, c'è soddisfazione oltreconfine per la decisione del Consiglio Federale di respingere la richiesta di chiudere i valichi secondari durante gli orari notturni.
Secondo il Consiglio Federale, «pur essendo consapevoli della preoccupazione dei cittadini per via dei bancomat fatti esplodere, attualmente non si ravvisa alcuna necessità di richiudere i valichi. Infatti, la statistica criminale del Canton Ticino evidenzia il calo, da diversi anni, dei furti con scasso. Per quanto riguarda i bancomat fatti esplodere, la polizia cantonale ticinese è riuscita a stabilire che i criminali erano arrivati in Svizzera attraverso il confine verde. Di conseguenza, non vi è collegamento tra questi furti e un’eventuale chiusura notturna dei valichi secondari».
La risposta come detto ha soddisfatto molti sindaci dei comuni italiani di frontiera, in particolare quelli di Dumenza, Maccagno con Pino e Veddasca, Cremenaga e Luino. Proprio Andrea Pellicini, sindaco di quest'ultimo comune, spiega a La Prealpina: “Soddisfatti per la volontà di ripartire con un progetto comune condiviso con i sindaci ticinesi, ma la richiesta di sicurezza che giunge dal Ticino non va sottovalutata”.
Gli fa eco Corrado Nazario Moro, il quale indica la necessità di avere impianti di videosorveglianza intelligenti: "puoi anche presidiare un valico ma non decine di chilometri di frontiera verde. E fortunatamente l’esecutivo svizzero sembra ragionare in questa direzione".
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