
Non si placa la polemica attorno alla questione della Navigazione sul Lago Maggiore. Come è noto, la Società italiana responsabile dei collegamenti nel bacino elvetico, ha deciso di sospendere il servizio pubblico sul Verbano, mandando la disdetta del contratto di lavoro a 34 dipendenti residenti in Ticino.
Sul tema si sono chinati Germano Mattei (MontagnaViva), Giorgio Pellanda (PLR) e Andrea Giudici (PLR), inoltrando al Governo un'interpellanza. "Con sorpresa - scrivono i tre granconsiglieri - nei giorni scorsi si è venuti a sapere dalla stampa della decisione della Società italiana Navigazione Lago Maggiore (NLM) di sospendere il servizio pubblico sul Verbano. Ne consegue la cessazione del servizio di linea nel bacino svizzero a datare dal 1 gennaio 2018 da parte della Navigazione Lago Maggiore, saranno mantenuti solo i servizi internazionali, e la disdetta per fine anno del contratto di lavoro a 34 dipendenti (14 fissi e 20 stagionali). Quest’ultimi sono tutti residenti nel locarnese e tutelati da un contratto Fart (quello applicato dalle autolinee regionali ticinesi) che garantisce loro condizioni salariali adeguate per la Svizzera".
"L’attuale intesa, che dà seguito al memorandum firmato nel maggio dello scorso anno dai ministri Doris Leuthard e Graziano Delrio, è stata rinnovata per un altro decennio a dicembre ed è entrata in vigore al 1 gennaio di quest’anno. Secondo la nuova Convenzione del dicembre scorso tra Svizzera e Italia la decisione della Società di Navigazione del Lago Maggiore di sopprimere il servizio pubblico sul bacino svizzero è legittima e corrisponderebbe a quanto auspicato dopo le dure critiche locali degli scorsi anni circa l'offerta della NLM. In questo senso le disdette ai lavoratori qui impiegati - sempre drammatiche - sono purtroppo la logica conseguenza".
Secondo i firmatari, appare stano che il Governo ticinese "esprima "sorpresa e rammarico" e che "prenda atto" dell'inatteso sviluppo". L'altro elemento della notizia è che "è allo studio entro la fine anno l'ipotesi di costituzione di un Consorzio che chiama in causa la Società di navigazione del Lago di Lugano ... a "condizione irrinunciabile per la buona riuscita del progetto del forte sostegno politico e concreto da parte del territorio di riferimento”.
I tre deputati pongono al Consiglio di Stato le seguenti domande:
"1. la psicosi anti-italiana non ha forse portato il CdS a sottovalutare il problema, pilatescamente lasciato alla competenza dell'autorità federale? Come può il Cantone dichiararsi sorpreso?
2. quanto può preoccupare (per noi tanto) il rinvio condizionante al forte e concreto sostegno politico del territorio di riferimento? Sbagliamo se intendiamo per questo il Locarnese e il Cantone? A quanto ammonterebbe la fattura?
3. Vista la presumibile non facile risposta a questi quesiti che stanno a monte del dramma dei licenziamenti, non è il caso di concedersi un anno di tempo supplementare per non cadere in precipitose decisioni gravide di conseguenze?"
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