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Nizza, un anno dopo
Nizza, un anno dopo
Nizza, un anno dopo
Redazione
9 anni fa
In Francia si commemorano le vittime della strage in cui perse la vita la 54enne ticinese Linda Casanova

È passato un anno dal terribile attentato di Nizza, quando un camion-kamikaze ha investito la folla che stava assistendo ai fuochi d'artificio per la festa nazionale francese. Un attentato brutale, che ancora oggi è vivo nella memoria di molti francesi e tutti quelli che hanno assitito, attoniti, alle immagini trasmesse da diverse emittenti internazionali.

Un giorno che la Francia non dimentica e a un anno dai fatti, il paese piange le 86 vittime. Il comune di Nizza ha invitato tutti gli abitanti a mettere bandiere tricolori alle finestre, per restituire il senso dell'unità e della fratellanza. Sul lungomare la gente è stata invitata a depositare cartellini colorati che insieme formaranno la scritta Liberté, Égalité, Fraternité.

A Parigi invece è partita una cerimonia militare sugli Champs-Elysées per la festa nazionale, alla quale partecipanto le massime autorità di Stato. Tra gli ospiti anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dopo il discorso del capo di Stato francese Emmanel Macron, il silenzio calerà per un minuto nella capitale francese, per commemorare e ricordare le vittime.

Tra queste, anche una ticinese, Linda Casanova, 54 anni e domiciliata ad Agno, che si trovava nella località balneare in vacanza con il marito, quando è capitato l'inimmaginabile. La cugina Cristina Poncini ha pubblicato una lettera, riportata da LiberaTV, in cui fa un inno alla vita:

"Se Linda fosse qui, oggi, ci chiederebbe di non piangere la sua morte, ma di commemorare la sua vita e quella di tutte le vittime innocenti. Lei ci direbbe di amare incondizionatamente e di tenerci stretti i nostri cari perché infondo sono l'unica cosa che conta. Ci chiederebbe di sorridere e di non lasciare che la paura e l'odio si impossessino della nostra anima. Ci spronerebbe a non sprecare la vita in rancori che non non possono assolutamente cambiare i fatti, ma di vivere; perché la vita è un dono prezioso e va vissuta, sempre e comunque, anche per chi, come lei, ogni giorno, la perde per la follia umana".

Lo scritto verrà trasmesso al museo delle vittime a Nizza, per volontà del marito di Linda.

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