
È iniziato oggi pomeriggio il dibattito parlamentare dell'ultima seduta del Gran Consiglio di questa legislatura.
Al centro del dibattito, il marchio etico da conferire alle aziende rispettose del mercato ticinese. A contrapporsi vi sono due rapporti: quello di maggioranza sostenuto da Lega, Ppd e Plr, che accetta il principio ma sostiene che devono essere le associazioni economiche a promuoverlo, e quello di minoranza, sostenuto da Udc, Ps e Verdi, secondo cui deve essere lo Stato a introdurlo e controllarlo, "altrimenti non lo si farà mai".
I toni in aula si sono subito alzati, con in particolare un battibecco tra il relatore di minoranza Marco Chiesa e la direttrice del DFE Laura Sadis.
"Si, voglio questo nuovo compito. Credo sia opportuno che lo Stato possa dare alle aziende questo tipo di opportunità" ha sottolineato Chiesa, tirando in ballo una citazione leghista secondo cui “ci sono almeno 1500 fuchi nell’amministrazione cantonale”. Se è vero che c'è gente che non lavora nel cantone, intende Chiesa, "spazio per agire c'è e lo possiamo fare senza magari incidere sulle finanze di questo cantone".
Nella sua risposta Sadis ha condannato “l’eccitazione” di Chiesa, legando il suo comportamento ai prossimi rinnovi elettorali. “Però mi scuso non possiamo sdoganare 1500 fuchi di funzionari" ha aggiunto la ministra. “Sa cosa farà la prossima volta, se sarà rieletto?”, ha continuato Sadis, rivolgendosi a Chiesa: “Lei fa la cortesia di fare un intervento puntuale, con delle proposte puntuali che permettano di identificare 1500 fuchi di funzionari. La ringrazio, questo è un invito che caldamente le rivolgo".
Chiesa ha poi di nuovo ribattuto a Sadis che "chi male intende, peggio risponde".
Dopo il lungo dibattito, alla fine il rapporto di maggioranza è stato accolto con 49 sì, 30 no, e 3 astensioni. Il marchio lo faranno quindi le associazioni economiche, se lo vorranno.
"PLR, PPD e Lega affossano il "Marchio Ticino" che avrebbe promosso le aziende legate al territorio e che assumono residenti" ha commentato il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia. "Peccato."
Sulla stessa lunghezza d'onda ma con toni diversi il PS Henrik Bang: "Adesso vogliamo proprio vedere con quale faccia di bronzo andrete davanti ai cittadini e alle cittadine a dire che amate tanto il Ticino e volete difendere il lavoro dei residenti. Proprio voi, che avete avuto la possibilità di valorizzare le aziende virtuose, che pagano stipendi decenti, non praticano il dumping, non subappaltano ai padroncini italiani… e non lo avete fatto."
Ascolta il battibecco tra Laura Sadis e Marco Chiesa nell'audio allegato.
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