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Ticino
Niente sfratto a Bosco Gurin
Redazione
13 anni fa
Ieri la Polizia avrebbe dovuto sgomberare la stalla della famiglia Arcioni, ma non si è visto nessuno. Intanto è gara di solidarietà tra la popolazione

Neve, neve, tanta neve. Ma di agenti di Polizia, ieri a Bosco Gurin, manco l'ombra.

Eppure ieri, lunedì, avrebbe dovuto essere il giorno dello sfratto per la stalla delle pecore della famiglia Arcioni, al centro di una lunga lite con il proprietario dei terreni, l'ex presidente dell'Unione contadini ticinesi Peter Hess.

Ma, come ha confermato lo stesso Michele Arcioni, a Bosco Gurin non è successo proprio niente. Tantomeno sono arrivate comunicazioni in merito ad un eventuale posticipo dello sfratto.

La famiglia Arcioni, che dal 2004 gestisce il Grossalp, può quindi tirare un parziale sospiro di sollievo. Questo misterioso mancato arrivo degli agenti di polizia, che avrebbero dovuto sgomberare una novantina di pecore, non significa comunque che la loro situazione si sia risolta.

Per il momento tutto tace, Michele Arcioni non sa se e quando le sue stalle verranno sgomberate. Però nel frattempo in valle, e non solo, si è scatenata una gara di solidarietà nei confronti della famiglia, molto nota ed apprezzata, sia per la valorizzazione del territorio che ha saputo compiere, sia per la qualità dei suoi prodotti. A favore degli Arcioni sarebbero già state messe a disposizione altre stalle, nella parte bassa del villaggio.

Arcioni ringrazia, ma in cuor suo spera chi i tempi si protraggano ancora. Anche perché con i cumuli di neve che al momento avvolgono Bosco Gurin, eventuali spostamenti di animali, ristrutturazioni di edifici o costruzione di nuove stalle al momento sarebbero davvero problematici.

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