
Doveva durare due giorni. Invece il processo in agenda stamane alla pretura penale di Bellinzona non è neppure iniziato. Il pretore Damiano Stefani ha rimandato a casa i tre buttafuori della discoteca Arena di Mendrisio, contro i quali nel gennaio 2009 l’allora sostituta procuratrice pubblica Chiara Borelli firmò 2009 tre decreti d’accusa. Il magistrato li aveva riconosciuti colpevoli di aggressione nei confronti di un 30enne che cercava di entrare nella discoteca. I tre, mai stati d’accordo con la versione fornita dal 30enne che li denunciò, inoltrarono ricorso contro la decisione. Non solo. Denunciarono a loro volta l’avventore. Stamane la svolta: nei giorni scorsi le parti hanno trovato un accordo. Un compromesso ottenuto grazie al tempo trascorso dall’epoca dei fatti. Ma anche grazie al paziente lavoro dell’avvocato di parte civile Paolo Sauvain insieme ai tre legali della difesa Giovanni Augugliaro, Pascal Cattaneo e Alexander Henauer. L'accordo è servito al pretore per capire esattamente cosa successe quella sera del 21 settembre di due anni fa. Perciò stamane ha reso noto alle parti la sua decisione di modificare il capo d’accusa, sostituendo l’aggressione con lesioni semplici, rispettivamente vie di fatto. Reati di natura diversa che, con il ritiro della denuncia della parte civile, non sono perseguibili d’ufficio. Nella giornata di oggi verrà ritirata anche la contro-denuncia nei confronti del 30enne.“Accordarsi significa trovare un compromesso, dove ognuno riconosce le proprie colpe” ha ricordato stamane il giudice Stefani ai protagonisti della vicenda “è stata la cosa più intelligente da fare. Spero soltanto di mai più rivedervi in un’aula penale”. [email protected]
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