
In una lunga intervista al Corriere del Ticino in occasione dei 50 anni del penitenziario della Stampa, il direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini ha parlato dei numerosi aspetti che concernono la gestione dei carcerati, il rischio di corruzione, il problema del sovraffolamento e la vita di tutti i giorni dei detenuti.
Tra gli elementi emersi un fatto curioso. Alla domanda quale tipo di film possono guardare i detenuti, il direttore ha risposto che non è permesso la visione di film pornografici. "Partendo dal presupposto che la missione del carcere è la risocializzazione teniamo evidentemente sotto controllo la situazione ponendo una serie di limitazioni" ha risposto Laffranchini. "Di principio è vietata la visione di filmati pornografici. Senza voler essere moralisti a tutti i costi bisogna considerare che vi sono persone in detenzione per aver commesso aggressioni sulle donne e questo genere di filmati non aiutano il percorso rieducativo".
L'intervista integrale sull'edizione odierna del Corriere del Ticino
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