
Non più una cassetta delle lettere sotto ogni casa, ma un sistema centralizzato per più abitazioni o, magari, per un intero quartiere. È una delle idee contenute nella revisione della legge federale sulle poste, messa in consultazione dal Consiglio federale e riportata da CH Media. Un'idea che ha subito suscitato malumori. Tra i primi a esprimersi in modo critico c'è il sindacato Transfair. «È sicuramente un peggioramento del servizio per la popolazione, ma anche per il personale, con un'ulteriore pressione e un concreto rischio di perdita di posti di lavoro. La vediamo molto negativamente» commenta a Ticinonews Nadia Ghisolfi, responsabile del settore sud di Transfair.
«Si complica la vita delle persone»
Secondo l'UFCOM, i vantaggi della proposta sarebbero una maggiore efficienza, una maggiore sicurezza per la corrispondenza e benefici ambientali grazie ai minori spostamenti. Transfair non condivide però questa valutazione. «Non crediamo che il vantaggio sia così rilevante», afferma Ghisolfi. «Il servizio pubblico, le condizioni di lavoro e il personale sono più importanti di un eventuale risparmio di qualche minuto. Una proposta del genere non soddisfa più il criterio di servizio pubblico e rischia di mettere a repentaglio l'accessibilità alle lettere per le persone anziane o con mobilità ridotta. Il servizio pubblico deve essere inclusivo e accessibile a tutti». Su quest'ultimo aspetto si è espressa con forza anche la Federazione delle associazioni dei pensionati in Svizzera (FAPAS), che ha parlato di un ridimensionamento del servizio pubblico che complica la vita delle persone. La presidente e già consigliera nazionale Bea Heim è chiara: «Penso a persone molto anziane, con disabilità motorie o visive, o in sedia a rotelle. Bisogna immaginare cosa significhi per loro il tragitto quotidiano fino alla cassetta delle lettere, ritirando ad esempio un pacco voluminoso quando il suolo è ghiacciato, quando c'è neve, oppure quando fa così caldo come adesso. È davvero un peso. Verrebbe da dire che la Posta diventa sempre meno orientata al cliente».
Consultazione fino a metà ottobre
La FAPAS ritiene problematico che il Consiglio federale non consideri nelle sue proposte le conseguenze per le persone anziane e con disabilità. «Nel servizio universale ci si deve orientare ai bisogni di tutti i gruppi della popolazione, non soltanto alle esigenze operative della Posta», sottolinea Heim. «In termini legislativi generali, chiediamo che tutte le normative vengano valutate anche in termini di compatibilità con le esigenze degli anziani e delle persone con disabilità, affinché certe idee non vengano più proposte, o vengano proposte in modo tale da essere rispettose degli anziani». Poiché la materia è ancora in fase legislativa, la Posta non ha per ora preso posizione sul progetto. Sul suo futuro se ne saprà di più a metà ottobre, quando saranno state raccolte tutte le risposte alla consultazione.

