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Ticino
"Niente più accesso ai servizi finanziari in Italia?"
"Niente più accesso ai servizi finanziari in Italia?"
"Niente più accesso ai servizi finanziari in Italia?"
Redazione
9 anni fa
Sei parlamentari ticinesi chiedono lumi sull'accesso ai mercati finanziari da parte degli svizzeri: "Sono tutelati?"

Sei parlamentari ticinesi hanno inoltrato al Consiglio federale un'interpellanza volta a fare chiarezza sulla questione dell'accesso ai mercati finanziari da parte degli operatori del settore svizzeri e quale il rispetto dell’accordo da parte dell’Italia.

Prima firmataria, Roberta Pantani, supportata dai colleghi Ignazio Cassis, Giovanni Merlini, Lorenzo Quadri, Fabio Regazzi e Marco Romano. Nel testo, si ricorda che "il 23 febbraio 2015 Svizzera ed Italia hanno sottoscritto il documento “Roadmap on the Way Forward in Fiscal and Financial Issues”, in cui sono indicate le intenzioni delle due parti su temi di natura fiscale e finanziaria per il miglioramento dell’accesso al mercato transfrontaliero. Al punto “Ongoing dialogue” le parti hanno previsto un paragrafo esplicitamente dedicato ai servizi finanziari.

"(...) Nonostante la dichiarazione di disponibilità al dialogo sul tema - sostengono gli interpellanti - risulta invece che il Decreto sottoposto in questi giorni al Parlamento italiano, in applicazione della Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (MiFID II), esclude la possibilità di libera prestazione di servizi finanziari, prevedendo invece, per tutti gli intermediari finanziari (banche comprese) con sede in un Paese non UE, l’obbligo di una succursale in Italia."

Secondo i parlamentari ticinesi, "la normativa comunitaria in oggetto lascia agli Stati membri la possibilità di non prevedere l’obbligo di una succursale. Con l’alternativa della succursale obbligatoria, l’Italia non avrebbe sfruttato il margine di manovra a sua disposizione per legiferare e, al contempo, rispettare le intenzioni manifestate nella Roadmap di cui sopra".

Considerato tutto ciò, vengono quindi posti tre quesiti al Consiglio federale:

  • È a conoscenza di questi sviluppi legislativi in Italia che precluderebbero agli intermediari svizzeri di prestare servizi finanziari in Italia?
  • Non ritiene che l’Italia, pur disponendo di un sufficiente margine di manovra, stia contraddicendo le sue stesse intenzioni manifestate ufficialmente nella Roadmap del 2015?
  • Come intende intervenire nei confronti dell’Italia per tutelare gli interessi degli intermediari svizzeri?
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