
Il Municipio di Lugano si dice possibilista sull'opzione di approfondire la tematica concernente l'introduzione di un collegamento via lago tra Paradiso, Lugano e Cassarate in occasione delle chiusure estive del lungolago. È quanto si evince dalla risposta dell'Esecutivo a un'interrogazione di quattro consiglieri comunali (Giovanna Viscardi, prima firmataria, Mario Antonini, Paolo Toscanelli e Peter Rossi, tutti PLR) che chiedevano di implementare il trasporto pubblico sul Ceresio e non limitarlo solo al settore turistisco. Un'interrogazione che era scattata in luglio all'indomani dei problemi viari che si erano creati a causa della manifestazione degli Swiss Harley Days sulle rive del Ceresio, che aveva implicato proprio la chiusura del lungolago.
Nella sua risposta il Municipio spiega che il trasporto pubblico via lago, attivo in passato sul Ceresio, è stato soppresso nel 2006 al momento della nuova impostazione della Confederazione di non più considerare le corse via lago come corse del cosiddetto "traffico regionale" ma unicamente di interesse turistico. Un collegamento tra Paradiso, Lugano e Cassarate come auspicato dagli interroganti era già in funzione negli anni '70 e attualmente la Società navigazione del lago di Lugano dispone ancora dei caratteristici battelli d'epoca e di più moderni per effettuare un simile servizio in occasione delle chiusure del lungolago. "È pertanto pensabile" sottolinea il Municipio, "un approfondimento della problematica con la Società navigazione del lago di Lugano per una quantificazione dei costi per l'introduzione di un collegamento in prova il prossimo anno nell'ambito delle chiusure estive del lungolago, coinvolgendo nell'approfondimento anche il Comune di Paradiso per quanto concerne il suo finanziamento".
Il Municipio definisce invece "difficilmente praticabile" l'opzione di creare una struttura Park & Ship, ossia un trasporto pubblico via lago che collega direttamente il luogo di posteggio del mezzo privato con quello di destinazione in prossimità della sede di lavoro. Questo a causa dei costi estremamenti elevati di realizzazione e d'esercizio in relazione al potenziale di utenza giudicato non proporzionato. Tale opzione era inoltre già stata valutata per Porlezza nell'ambito degli studi base del PTL con esito negativo.
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