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Ticino
"Niente italiano a causa degli applausi"
"Niente italiano a causa degli applausi"
"Niente italiano a causa degli applausi"
Redazione
11 anni fa
L'Ufficio presidenziale delle Camere federali ha fornito una risposta alquanto bizzarra al ticinese Marco Romano

"Perché lo scorso 9 dicembre l'annuncio dell'elezione in Consiglio federale di Guy Parmelin è stato dato solamente in due lingue, tedesco e francese?"

Lo hanno chiesto all'Ufficio presidenziale delle Camere federali, a seguito delle lamentele di diversi telespettatori, i consiglieri nazionali PPD Marco Romano, Martin Candinas ed Elisabeth Schneider-Schneiter.

I tre parlamentari hanno scritto una missiva proponendo di estendere le comunicazioni almeno a una terza lingua nazionale, nel rispetto del plurilinguismo elvetico.

Ma, come riferisce oggi il Corriere del Ticino, la risposta è stata negativa.

"L'Ufficio presidenziale ritiene che la normativa attuale sia sufficiente e risponda adeguatamente alle esigenze" scrive la presidente del Consiglio nazionale Christa Markwalder in risposta ai tre popolari democratici. "L'esperienza mostra infatti che la traduzione di comunicazioni importanti della presidenza è già difficile in una seconda lingua, soprattutto quando viene annunciata l'elezione di un consigliere federale: la maggior parte delle volte gli applausi coprono l'annuncio tradotto."

Il regolamento del Consiglio nazionale prevede che le comunicazioni del presidente debbano essere tradotte solo in una seconda lingua nazionale. E non verrà modificato.

"Francamente la risposta dell'Ufficio presidenziale con la scusa dell'applauso è deludente" afferma Romano, interpellato in merito dal CdT. "Non c'è scritto da nessuna parte che la lingua principale debba essere il tedesco. Nulla vieta di iniziare la comunicazione in italiano... Il fatto è che a parole tutti sono per l'italiano e per il rispetto delle minoranze. In realtà il "bureau" non è italofono e la volontà di fare il passo verso il trilinguismo è sacrificata sull'altare di un senso pratico estremamente filotedesco, quasi offensivo."

Romano conclude promettendo di volersi attivare in difesa delle comunicazioni in italiano nel corso della prossima sessione di Consiglio nazionale.

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