
C'è intesa fra i Comuni e il Cantone sul tema delle scuole. È stata approvata la frequenza facoltativa delle scuole dell'infanzia e, per quei comuni che dovessero riscontrare oggettive difficoltà, anche della prima e della seconda elementare. Ma in questo caso bisognerà "richiedere al proprio ispettorato di riferimento una deroga". Lo rendono noto il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e il Dipartimento delle istituzioni che quest'oggi hanno svolto la seconda video conferenza del Gruppo di lavoro "Istituzioni".
Un po' d'intesa"L’incontro odierno – che ha avuto luogo in un clima caratterizzato da un buon spirito di collaborazione – ha permesso di discutere e approfondire la situazione epidemiologica attuale, le motivazioni di natura psicologica legate al rientro degli allievi in classe e le modalità che i Comuni dovranno adottare per rispettare le misure di igiene e la distanza sociale accresciuta. L’accento è stato messo in particolare sul benessere psico-fisico dei bambini che in questa situazione di crisi è possibile garantire solo ricostruendo una quotidianità rassicurante, anche se solo parziale, all’interno della comunità scolastica" si legge nel comunicato.
Alcuni comuni vogliono riaprireSecondo quanto riportato, per la maggiorparte dei Comuni c'è volontà per la riapertura delle scuole ma "non sono tuttavia mancate le voci critiche, che hanno ribadito le difficoltà pratiche che alcuni di essi incontrano nel farlo".
Disponibilità di BertoliIl direttore del DECS, Manuele Bertoli, ha quindi espresso la volontà di prendere in esame eventuali problemi che dovessero presentarsi e, in questo senso, rientra appunto la decisione di dare la deroga all’obbligatorietà di frequenza per gli allievi della scuola dell’infanzia
Nuove modalità didattiche alternativeInfine, da entrambe le parti è stata valutata positivamente la possibilità di sperimentare una serie di modalità didattiche alternative "che serviranno a definire le modalità con cui affrontare il prossimo anno scolastico tenuto conto della necessità per tutta la popolazione di convivere a lungo con il virus” conclude il comunicato.
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