
Resta rovente il clima a Palazzo delle Orsoline, dove oggi quella che ormai è diventata “la questione Carobbio” è approdata sui banchi dei deputati con un’iniziativa del democentrista Paolo Pamini. Un testo depositato ieri per cui l’UDC ha chiesto l’urgenza in modo che potesse essere discussa già in questa sessione, respinta però a larga maggioranza dal Parlamento. E non senza polemiche. Gli unici voti favorevoli sono arrivati da UDC e Lega.
Cosa chiede l'iniziativa
La proposta chiede una modifica della Legge sull’esercizio dei diritti politici per rendere incompatibile la carica di consigliere agli Stati con un’eventuale candidatura al Governo cantonale, obbligando, se del caso, il senatore/la senatrice a dimissionare dalla carica con scadenza al più tardi ad aprile. “Una soluzione elegante", ha argomentato Paolo Pamini, "per permettere a Marina Carobbio di concludere i suoi lavori agli Stati e al contempo organizzare delle elezioni suppletive entro la sessione estiva”, ma considerata anticostituzionale dal socialista Nicola Corti: “Chiedo che l’oggetto ritorni all’Ufficio presidenziale per una verifica con il diritto superiore. Ogni partecipante di questa sala ha giurato fedeltà alle leggi, non si può deliberare su norme palesemente anticostituzionali” ha tuonato in aula.
La posizione del PLR e de Il Centro
Più pacate ma comunque perentorie anche le visioni dei partiti di centro. “Non si può improvvisare in questo modo in materia di diritti politici”, ha commentato la capogruppo del PLR Alessandra Gianella. “Il tema proposto dall’UDC è reale. D’altro canto, stiamo parlando delle regole del gioco della democrazia che non si possono cambiare in cinque minuti”, le ha fatto eco il capogruppo del Centro Maurizio Agustoni.
Pronzini: "Tentativo goffo del PS per impedire di andare al voto"
Dubbi sono stati sollevati anche da Matteo Pronzini dell’MpS, il quale si è astenuto dal voto sull’urgenza. Pronzini non le ha però mandate a dire al PS, parlando di “tentativo goffo per impedire che si vada al voto”, con riferimento agli scenari che si stanno vagliando qualora Carobbio dovesse essere eletta ad aprile. “Si sta danneggiando tutta l’area”, ha commentato.
La replica di Sirica: "Soluzione più democratica quella del dialogo"
Pronta la risposta del copresidente socialista Fabrizio Sirica: “La soluzione più democratica è quella del dialogo. Il nostro partito ha convocato tutti i partiti rappresentati a Berna proprio per trovare una soluzione condivisa, ma sembra che i presupposti non ci siano”. “La proposta dell’UDC, ha continuato Sirica, è pasticciata, siamo di fronte a una legge ad personam”. A seguito del dibattito il PS ha deciso di annullare l'incontro previsto martedì 20 dicembre per discutere degli scenari con gli altri partiti.

