
"Non è un fulmine a ciel sereno". Così, a caldo, il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia Christian Vitta reagisce alla notizia della pressoché certa assenza di denaro a Confederazione e Cantoni da parte della Banca nazionale svizzera. La situazione per le finanze cantonali, però, ora si complica. "Se questi introiti mancheranno, la situazione finanziaria per il 2023 si prospetta più negativa".
Avvisati?
Vitta non è quindi sorpreso dall'annuncio del presidente della Bns, Thomas Jordan. Dopotutto, quello della possibile assenza dei contributi della Banca nazionale era un tema che aveva tenuto banco in Gran Consiglio, anche questa settimana, con la discussione sul preventivo 2023. Lo stesso Jordan ha ricordato come fosse noto già dalla primavera che non ci si poteva attendere una distribuzione degli utili. Perché quindi il Governo ha voluto inserire questa voce nel preventivo? "Bisogna dire - risponde il 'ministro' delle finanze cantonali a Ticinonews - che alla chiusura del primo trimestre dell'anno la distribuzione massima era ancora prevista, viste le ingenti riserve di cui disponeva la Banca. La situazione è precipitata solo nel secondo e terzo trimestre, con l'andamento dei mercati finanziari ha consumato i 100 miliardi di cui a inizio anno la Bns disponeva per la distribuzione".
Uno sforzo già nel 2023
A preventivo, in Ticino, erano stati messi quasi 140 milioni di franchi provenienti dalla Banca nazionale. Ora, occorre trovare delle soluzioni alternative. "Come deciso nell'ambito del dibattito parlamentare sul preventivo 2023, il prossimo anno lavoreremo su una manovra che guarderà al biennio 2024-2025", ricorda Christian Vitta. "È però evidente che già nel 2023, laddove possibile, occorrerà fare uno sforzo per contenere il disavanzo".

