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Ticino
Niente 'concorrenza sleale in sagrestia'
Niente 'concorrenza sleale in sagrestia'
Niente 'concorrenza sleale in sagrestia'
Redazione
7 anni fa
Il Governo ha risposto all'interrogazione di Matteo Pronzini, che chiedeva lumi sull'appalto per S. Marta a Carona

Sacro o profano, la polemica non risparmia proprio nessuno. A inizio aprile, ricordiamo, aveva fatto discutere il caso di una ditta di restauro che aveva vinto un concorso per alcuni lavori nella chiesa di Santa Marta di Carona. La sua offerta era stata particolarmente vantaggiosa e per questo alcune delle imprese tagliate fuori avevano parlato di concorrenza sleale. "A quella tariffa - era stata una delle testimonianze raccolte dal domenicale Il Caffé - non è possibile eseguire gli interventi di qualità richiesti da un bene protetto". Dal canto suo il progettista aveva respinto le accuse parlando di “proposta assolutamente attendibile".

Della vicenda si era interessato anche il deputato MPS Matteo Pronzini, che aveva presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato. Il bando, infatti, sottostà alla legge sulle commesse pubbliche in quanto finanziato in parte dalla Confederazione e in parte dalla Città di Lugano.

Dopo aver raccolto le necessarie informazioni presso il committente dei lavori, l’Arciconfraternita del Gonfalone Maggiore di S. Marta, il Consiglio di Stato ha risposto all’atto parlamentare di Pronzini spiegando che, in sostanza, tutto si è svolto regolarmente e che, no, la concorrenza sleale non è entrata in sagrestia.

Innanzitutto, si legge nella risposta governativa, si è proceduto con un concorso ad invito e non con la procedura libera poiché che la commessa richiede “qualità e abilità professionali particolari”. La ditta vincitrice ha vinto 3 delle 4 gare alle quali è stata invitata: gara di appalto per il restauro dei dipinti murali, gara di appalto per il restauro di stucchi, intonaci, decorazioni e tinteggiature e gara di appalto per il restauro degli elementi lignei policromi.

L’appalto per il restauro dei dipinti murali è stato vinto grazie a un’offerta di 72’082.83 franchi, più vantaggiosa di 61'572.87, 64'028.43, 70’598.13 e, rispettivamente, 81’605.07 franchi rispetto a quelle presentate dalle ditte concorrenti. L’appalto per il restauro di stucchi, intonaci, decorazioni e tinteggiature è stato vinto grazie a un’offerta di 137'790, più vantaggiosa di 82'995, 98’073.00 e 179'055.32 franchi rispetto a quelle presentate dalla concorrenti. Infine, l’appalto per il restauro degli elementi lignei policromi è stato vinto grazie a un’offerta di 54'927, più vantaggiosa di 36’424.14, 47’511.86 e 52’557.60 franchi rispetto alle offerte delle ditte concorrenti.

Per tutti i casi, previo controllo delle singole voci di capitolato, “si è potuto appurare che i prezzi erano attendibili”. Le verifiche, ha spiegato il Governo, si sono limitate alla ditta concorrente con sede a Bellinzona e che è “fuorviante e inesatto” affermare che “la stessa ditta” sarebbe stata dichiarata fallita a Como. Il committente ha inoltre verificato che la ditta vincitrice dispone di un laboratorio in Ticino. Il progettista, prima della delibera, “ha provveduto, con il consulente restauratore esterno, ad un’analisi dettagliata e alla verifica delle offerte, non ravvisando elementi per procedere ad un’esclusione della ditta, invitata e quindi ritenuta idonea a svolgere la commessa”.

Il principale controllo della correttezza della procedura d’appalto è demandato all’autorità di ricorso, nel nostro Cantone il Tribunale cantonale amministravo. Il Consiglio di Stato funge per contro da autorità di vigilanza il cui potere di controllo è sussidiario per rapporto a quello svolto dell’autorità giudiziaria. In altre parole, ha concluso il Governo, l’intervento dell’autorità di vigilanza è riservato ai casi in cui non sia possibile promuovere una normale procedura ricorsuale. “Ad ogni modo, alla luce del caso concreto non ricorrerebbero le condizioni per un intervento siccome si esige che l’agire del committente sia manifestamente lesivo di norme della Costituzione, di leggi o regolamenti, fattispecie che in concreto non si verifica”.

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