
Anche il Partito Comunista prende posizione in merito alla votazione popolare "per un'AET senza carbone". Lo fa tramite un comunicato."Il Partito Comunista, nel contesto della sua svolta eco-socialista, sostiene senza indugi l'iniziativa popolare "per un'AET senza carbone" promossa dai Verdi e invita la popolazione a votare Sì il prossimo 11 giugno" si legge nel comunicato stampa."Le ragioni che portano un partito di sinistra conseguente a sostenere l’uscita immediata dal carbone sono sostanzialmente due, una ambientale e l'altra sociale. Fattori, quello sociale e quello ecologico, che devono marciare di pari passo".Il comunicato continua con "In un chilowattora d'energia elettrica prodotta dalle centrali a carbone si nascondono infatti 950 grammi di CO2. Il progetto per la nuova centrale prevede che tutto l'agente inquinante venga mischiato con il vapore della torre di raffreddamento per poi cadere sotto forma di pioggia sui cittadini di Lünen. Più del 50% dell'energia prodotta andrà inoltre persa, visto che l'impianto non sarà dotato di un sistema di cogenerazione (accoppiamento forza-calore), e così una parte importante dell'energia liberata finirà col riscaldare i fiumi circostanti, siccome le loro acque verranno utilizzate per il raffreddamento della centrale". E inoltre "Dal punto di vista sociale, poi, il carbone utilizzato arriva dalla multinazionale RBS Sempra Commodities, che lo fa estrarre in Colombia e in Indonesia, senza alcun riguardo per le denunce circa i diritti sindacali negati in tali paesi e il lavoro minorile".Concludendo con "Il Partito Comunista critica da ultimo il corporativismo settoriale dimostrato da certi esponenti di spicco del sindacato VPOD e invita i Ticinesi a guardare in avanti e votare per uno sviluppo sostenibile dell’AET e dell’economia fuori dal carbone".
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