
Il prossimo 30 giugno il Canton Ticino verserà regolarmente all'Italia i ristorni sulle imposte alla fonte pagate dai lavoratori frontalieri, come prevede l'accordo risalente al 1974.
La proposta avanzata dai due consiglieri di Stato leghisti Norman Gobbi e Claudio Zali di bloccare un'altra volta i ristorni, dopo il precedente del 2011, è stata discussa stamattina durante la seduta di Governo, ma si è scontrata con l'opposizione degli altri tre membri del gremio governativo, Manuele Bertoli, Christian Vitta e Paolo Beltraminelli.
Niente blocco bis, quindi. La sessantina di milioni di ristorni verrà inviata settimana prossima al Governo di Roma, che provvederà poi a spartirla tra i Comuni di residenza dei lavoratori frontalieri.
Il Governo ticinese ha però deciso di comune accordo di inviare una lettera al Consiglio federale in cui chiede che vengano tenute in conto la particolare situazione in Ticino e le criticità nei rapporti con l’Italia, soprattutto nell’ambito del traffico transfrontaliero. Il Consiglio di Stato, che in una nota scrive di aver "dato prova di ragionevolezza e pragmatismo", ha quindi chiesto d’incontrare il Consiglio federale il prima possibile per esporre le proprie preoccupazioni.
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