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Ticino
Niente agevolazioni fiscali alle aziende 'primanostriste'
Niente agevolazioni fiscali alle aziende 'primanostriste'
Niente agevolazioni fiscali alle aziende 'primanostriste'
Redazione
8 anni fa
Il Gran Consiglio ha bocciato l'iniziativa parlamentare di Gabriele Pinoja e cofirmatari

Il Gran Consiglio ticinese ha respinto l'iniziativa parlamentare generica "Imprese neocostituite che servono gli interessi economici del Cantone"- presentata da Gabriele Pinoja (UDC) e cofirmatari per la Commissione speciale per l’attuazione dell’IP "Prima i nostri!" - che postulava la modifica della Legge tributaria ticinese affinché l’imposta sulle neocostituite società di persone e di capitali sia decurtata di un terzo, per una durata di 10 anni, nel caso in cui almeno l’80% dei dipendenti risiedano in Svizzera e almeno l’80% dei dipendenti percepiscano un salario mensile lordo superiore a 4'000 franchi per 13 mensilità.

Il Parlamento ha dunque seguito le raccomandazioni del Governo - secondo cui la proposta legislativa è contraria al diritto federale "in quanto conferirebbe agevolazioni fiscali in un ambito protetto dalla Legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID), ma con un campo di applicazione troppo poco selettivo e dunque troppo vasto che mal si sposa con gli intenti costituzionali e legislativi federali" - e ha approvato il rapporto di maggioranza della Commissione speciale tributaria, redatto da Pelin Kandemir Bordoli (PS) e sottoscritto dai deputati Fabio Battaglioni, Marco Passalia (PPD), Marcello Censi, Natalia Ferrara, Alessandra GianellaGiovanni Pagani (PLR), Claudia Crivelli Barella (I Verdi), Michele Foletti, Giancarlo Seitz (Lega), Milena Garobbio Raoul Ghisletta (PS). Respinto dunque il rapporto di minoranza di Paolo Pamini (AreaLiberale), sottoscritto dal solo Andrea Giudici (PLR).

“Nel rapporto di maggioranza non troviamo nessuna giustificazione valida per bocciare questa misura - ha evidenziato Pinoja nel suo intervento - Con la manovretta fiscale e sociale si è fatto un mezzo pasticcio di pseudoconcordanza che non ha soddisfatto nessuno, mentre si poteva intervenire con sgravi fiscali ponderati senza dover attendere un intervento da Berna. L’unico partito contrario agli sgravi è sempre la sinistra, il partito delle tasse. Mi sono stupito nel vedere le firme dei colleghi leghisti sul rapporto di maggioranza”.

La parola è quindi passata ai deputati che con 49 voti a 32 (2 astensioni) hanno respinto l'iniziativa parlamentare.

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