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Nicola Pini e il suo Festival: «Ricordo quella volta che...»
Redazione
un giorno fa
Il sindaco di Locarno racconta cosa significa vivere la kermesse cinematografica e cosa rende speciale questa atmosfera

Tra chi lavora durante tutto l'anno per il Locarno Film Festival c'è sicuramente la Città, molto impegnata a livello strutturale e organizzativo. Oggi abbiamo incontrato il sindaco Nicola Pini, locarnese doc, che è da sempre amante del cinema, in generale, e del Locarno Film Festival in particolare. Pini è molto impegnato in questi giorni soprattutto a livello istituzionale e gli abbiamo chiesto che cosa significhi vivere questo Locarno Film Festival da sindaco della città ospitante. «Lo vivo in maniera totalizzante», spiega. «Io guardo, sento, vedo, mangio, dormo cinema e Festival. Sono dieci giorni molto intensi e spettacolari in cui Locarno prende una vitalità e prende anche un'ambizione, una valenza internazionale formidabile. È fantastico vedere come personalità del mondo del cinema, della cultura, dell'economia, della politica svizzera e internazionale si siedono accanto ai locarnesi e alle locarnesi di tutti i giorni. Quindi è per me il momento più bello dell'anno».

Quegli incontri inaspettati

E, sui ricordi che lo legano in modo particolare a questo evento, Pini spiega che sono gli incontri avvenuti per caso. «Il bello di questo Festival è che tu in Piazza Grande trovi il vicino di casa con il segretario generale del Consiglio d'Europa, trovi la consigliera federale, ma trovi anche quello che non crede nella politica. Trovi Lionel Bayer, che è uno dei più grandi esponenti del cinema svizzero, e la studentessa che sta pensando se iscriversi al CIS, alla scuola di cinema qua. Ecco, questa commissione è bellissima». Un altro ricordo è quando Pini ha dato un passaggio in auto a quello che sembrava essere «un turista spaesato» e invece «era l'ambasciatore svizzero in America: ne è nata una discussione bellissima sull'America di allora e la Svizzera di allora. Recentemente ero a far colazione con i miei figli ed è passata Ruth Dreifuss. Il poter spiegare ai bambini che lei era la prima presidente donna della Svizzera e che era lì accanto a noi e scambiava due parole con noi, era qualcosa di bellissimo».

Il Cileno e Zidane

Infine, un consiglio di un film, così su due piedi? «Allora, io consiglierei il film di questa sera perché 'Il Cileno' in Piazza Grande è qualcosa che sto aspettando con tanta trepidazione. Mi è dispiaciuto un sacco non vedere 'Zidane', ma sono arrivato quei cinque minuti in ritardo ed era già tutto chiuso. 'Zidane' è un film di vent'anni fa con una ventina di telecamere concentrate sul giocatore di calcio per novanta minuti. Ecco, penso che vederlo in una sala cinema con tutti i particolari, con i rumori, con l'immersione, sarebbe stata un'esperienza unica. Mi sarebbe piaciuto vederlo in piazza, però non l'ho visto neanche al Rex, purtroppo. Chissà se avrò un'altra occasione».