
Per il secondo appuntamento di avvicinamento alle elezioni cantonali del 2 aprile, Ticinonews ha intervistato Claudio Boer, candidato al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio per i Verdi Liberali.
Claudio Boer, perché ha deciso di aggiungere al suo CV anche una candidatura politica?
“È una domanda che mi hanno già fatto amici e conoscenti. Essenzialmente perché i Verdi Liberali sono venuti a chiedermi se volessi partecipare con loro alle elezioni. Questo mi ha fatto riflettere e dopo alcuni anni in cui ho lavorato con i politici, aiutandoli, e poi criticandoli, ho detto "faccio il salto, vado dall'altra parte e vedo come funziona".
Ma perché con i Verdi Liberali e non con i Verdi?
“I Verdi Liberali sono venuti a cercarmi, i Verdi no. Inoltre, noi ci troviamo nel mezzo tra i Verdi e i Liberali, ed è questo che a me interessa, perché avendo lavorato anche con tante industrie, sia in Svizzera che all'estero, vedo quali sono le problematiche legate dell'introduzione della sostenibilità. Non sempre bisogna imporsi o dire "cerchiamo una soluzione", bensì è necessario essere sempre molto vicini alle due parti”.
Qual è il suo obiettivo politico?
“Sarebbe quello di far prendere coscienza di alcuni elementi che normalmente si pensano come acquisiti. Pensiamo ad esempio alla mobilità: in Ticino funziona bene quasi sempre. Però quando io vedo degli autobus enormi che per la gran parte della giornata circolano vuoti, mi chiedo perché uno non si ponga la domanda se non si possa modularizzare la mobilità pubblica rendendola più piccola, più frequente e quindi facilitare il tutto sul territorio. Queste sono le considerazioni che io come politico cercherei di portare avanti”.
Parliamo ora del piano cantonale sul clima e l'energia. L'obiettivo è quello di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Quel piano è la strada giusta? È un obiettivo davvero raggiungibile?
“Deve essere raggiunto. Noi vorremmo che la data fosse anticipata. Ho letto tutto il piano cantonale e devo dire che è scritto bene. Alcuni punti però sono messi un po' tra le righe. Per esempio, sull'energia si accenna soltanto un paio di volte alle comunità energetiche. C’è una legge federale chiamata RCP (Raggruppamento per il Consumo Proprio), ed è quello che aiuta gruppi di case multifamiliari ad installare i propri pannelli solari, a creare la propria energia e, invece di rivenderla alla AIL o alla SES, questa viene ridistribuita nella comunità. Ciò crea dei vantaggi enormi anche dal punto di vista economico. Nel piano cantonale questo viene appena accennato un paio di volte”.
Venendo all’attualità, parliamo di centrali nucleari. Il divieto di costruire centrali nucleari nel nostro paese sarà ribaltato? Bisognerebbe ritornare su questa decisione?
“No, non si deve tornare sulla decisione. Eventualmente bisogna prolungare, dove possibile, la vita delle centrali nucleari che già abbiamo”.
Quali alternative ci sono alle centrali nucleari?
“Le rinnovabili: sole, vento e acqua. Le sfruttiamo bene? L’idroelettrico sì, ma il solare, ad esempio, no”.
Tassa di collegamento. Un suo parere. Va abolita oppure no?
“Andrebbe abolita”
POLUME, potenziamento dell'autostrada Lugano-Mendrisio. Alcuni cittadini del Mendrisiotto sono preoccupati. Lei?
“Io sono preoccupato dal fatto che si continua a pensare che il traffico aumenta e che sarà ancora con motori endotermici per tantissimi anni. Questo non va bene”.
Ma sul progetto?
“Basterebbe mettere più pressione e avere auto elettriche e non ci sarebbe inquinamento nella regione. Forse avremmo anche meno auto”.
Ultima domanda: le chiedo un voto da 1 a 6 per il Consiglio di Stato.
“Considerando soprattutto il periodo pandemico, è un Governo che ha risolto tanti problemi non facili. Quindi io gli darei 5”.
L'intervista completa andata in onda ieri sera:

